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ISOLA DEL CINEMA - Pif e il Premio dei giornalisti all'Isola


La sala stampa dell'isola del cinema ha voluto offrire a Pif il proprio riconoscimento per il suo lavoro di regista che, partendo dall'approccio preciso e profondo del giornalismo d'inchiesta, costruisce un lavoro di fiction senza rinunciare al significato di sensibilizzazione pubblica che la sua opera pu avere. Testimonial di un'antimafia che tutti dovremmo imitare. La consegna del Premio prima della proiezione del film "In Guerra per Amore" in un'arena gremita


ISOLA DEL CINEMA - Pif e il Premio dei giornalisti all'Isola
La premiazione con Pif e i giornalisti all'Isola del Cinema
Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, all'Isola del Cinema per incontrare il pubblico di Roma e presentare il suo secondo film, in gara per il premio Groupama, e per ritirare il Premio della sala Stampa assegnato dai giornalisti media partner dell'evento.

Cosa hai raccontato nei tuoi film?

"Io ho sempre tratto dalla realt, sia il primo che il secondo film. Prima di scrivere una sceneggiatura studio dai libri. Prendo la realt e cerco di mescolarla un po', di masticarla e raccontarla. Il bello di questo lavoro che racconti il mondo. Siamo figli di questo mondo".

A chi ti ispiri?

"Io non ho un regista di riferimento. Quello che dico sempre che sono cresciuto, in quanto italiano, amante del cinema. La commedia italiana ce l'hai nel DNA. Per faccio parte anche di quella generazione che si beccata anche film americani tipo "Forrest Gump" o "Ritorno al futuro". Quando scrivevo "La mafia uccide solo d'estate" pensavo a Forrest Gump. L'idea era quella di farne una versione siciliana: un bambino nel nostro caso che si imbatteva involontariamente in tutti i grandi, come Forrest incontrava vari presidenti degli Stati Uniti senza cercarlo.

Mentre invece Cipri e Maresco, anche loro palermitani, sono stati dei riferimenti per te?

"Cipri e Maresco sono un esempio di raccontare Palermo senza affrontare largomento mafia. un mondo. Non il mio stile, non credo abbia influenzato molto il mio lavoro. Per ero contento ed era stimolante sapere che in citt dei ragazzi erano riusciti a farsi conoscere a livello nazionale con un immaginario ben preciso che veniva da Palermo. Un po' come quando Sorrentino ha vinto l'Oscar e io ero felice".

Hai mai pensato di raccontare anche altro?

"Chiaramente, come prime cose che volevo dire, ci sta che racconti la tua citt e il tuo vissuto, per s, vorrei raccontare il mondo intero".

E raccontare Palermo senza parlare della mafia?

"Sarebbe assurdo far finta di niente e far finta che il problema sia il traffico. Certo mi piacerebbe usare Palermo come set di un film che parla di religione o altro, non lo escludo. Ho solo il problema che quando giro a Palermo mia madre mi impone tutte le comparse che sono figli dei suoi amici".

Si parla sempre di Palermo con la mafia ed un clich che ci siamo meritati.

"Clich che coinvolgono anche gli attori. Io sia per il primo che il secondo film ho usato sempre gli stessi attori, un po' perch mi piace giocare con le stesse persone, un po' come quando si giocava con i tuoi amici e non volevi cambiare. Loro sono degli attori, secondo me bravissimi, che per vengono chiamati solo esclusivamente quando c un film che si gira a Palermo o in Sicilia e quindi tendenzialmente c la mafia in mezzo. Questo purtroppo un problema del cinema italiano: si prendono soltanto quegli attori perch sono di quella zona e diventa uno spreco di talenti".

Pif sta scrivendo il suo terzo film che molto probabilmente non parler di mafia.

Presenti alla premiazione, oltre a Marco Spagnoli per Globalist: Renato Marengo, Luigi Aversa e Andrea Splendore per Cinecorriere, Stefano Amadio per Cinemaitaliano, Vittoria Scarpa per Cineuropa, Vittorio Zenardi per Lo Speciale, Alessandro Scorsone per Italia a Tavola, Rosa Antonella Cannata e Camilla Di Spirito di Opere Prime. Ricordiamo le altre testate che hanno voluto questo Premio: Cinematografo, ClassicRock, Film Tv, Metro, Mymovies, Radio Globo, Taxidrivers, Wanted in Rome.



Elisa Pulcini

15/07/2017, 18:24