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Note di regia di "Ferrante Fever"


Note di regia di "Ferrante Fever"
Ferrante Fever nasce da una passione a lungo coltivata in questi anni di lettura vorace e compulsiva dei suoi romanzi. Realizzare un film su questa autrice senza volto, ha portato il racconto a collezionare una serie di riflessioni sul mondo contemporaneo che ci circonda e sul nostro Paese in particolare. L’interesse non nasce dall’intenzione di fare un documentario “pettegolo”, una frivola rubrica di gossip. Come per i miei precedenti lavori di documentario, cerco sempre di mantenere un approccio laico e non manicheo alle storie. Storie di persone che mi intrigano per gli aspetti psicologici complicati di cui sono fatte. Biografie in cui emergono personalita potentissime, su cui tento di posare lo sguardo con mente lucida, il giusto distacco e la necessaria empatia. Quello che mi affascina della Ferrante e il suo particolarissimo, unico, mondo narrativo. Che ho cercato di esplorare attraverso parole e immagini, indagando i motivi e le ragioni del suo incredibile successo nel mondo e non solo in Italia dove, come diceva Enzo Ferrari, “ti perdonano tutto, tranne il successo”. Ferrante Fever e un tentativo di dar voce e rappresentazione visiva alla produzione letteraria di Elena Ferrante, leggendola e interpretandola. Nonostante il successo internazionale, la scrittrice non e mai stata oggetto di un lavoro di questo tipo. Con l’aiuto di scrittori, critici letterari, registi che hanno tratto film dalle sue opere, librai ed editori, abbiamo analizzato la scrittura fortemente intima della Ferrante, per dipingerne una ideale identita , lontani dalle polemiche e dalle illazioni sulla sua presunta non esistenza. Elena Ferrante esiste e vive attraverso le sue opere, qui unico soggetto pulsante da cui partire per un viaggio alla scoperta dei luoghi e dentro le sue tematiche, portati a braccetto dai suoi personaggi. Una matrice narrativa che ha dato vita a un “dizionario ferrantiano”, un insieme di parole, immagini e suoni che, come nei suoi libri ri-creano una percezione di coinvolgimento tattile e sensuale. Riuscire a rendere “la letteratura” protagonista di un documentario e stata una sfida coinvolgente. Tramutare la parola scritta in corpi, facce e immagini, per raccontare la ricerca di questa scrittrice misteriosa. E parallelamente la mia ricerca, e quella di tutti noi. Perche se e vero quello che diceva Proust, cioe che lo scrittore non e un inventore ma un traduttore, forse non e poi così importante sapere chi sia davvero. Il libro essenziale, il solo libro vero, uno scrittore che si rispetti non deve inventarlo ma tradurlo: esiste gia in ciascuno di noi.

Giacomo Durzi

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