Sudestival 2020

Note di regia di "Mondo Za"


Note di regia di
Gianfranco Pannone
La Bassa reggiana come luogo dell' anima. Una terra piatta, dove l'orizzonte si perde. La sua gente reagisce a questa mancanza con passione e calore, unendo alla ragione una creativa, generosa "follia". Il Po una lunga linea che traccia un confine ed al fiume che si rivolgono i "paesan" per placare le proprie ansie. Cos faceva anche Cesare Zavattini, che era di queste parti e che a Luzzara, il paese dove nato, tornava spesso, magari per passare le mattine al bar, a parlare con la gente del posto nel bel dialetto musicale di questa terra. La poetica dell'incanto di fronte alla realt l'ha ereditata proprio dalla sua Bassa, terra di artisti e di matti, ma anche di accesa vis politica. E oggi?
Oggi le tracce di Zavattini le puoi trovare qua e l nella Bassa. In un vecchio e solitario pittore naif
che sembra uscito da un racconto dello stesso scrittore luzzarese, come in un ragazzo africano emigrato con la famiglia da queste parti, che in inglese (ma senza tralasciare il dialetto locale) rappa versi e pensieri del grande Za. E sullo sfondo vaga il fantasma di Ligabue, il pittore svizzero che fin da queste parti e che, vivendo come un clochard nella boscaglia fuori il paese di Gualtieri, con la sua arte trasform la Bassa in un'Africa lussureggiante. Cose cos accadono in questa terra di confine, fuori piatta e monotona, dentro inquieta mai doma. E Zavattini sorveglia su tutto e su tutti, come un padre bambino sempre vicino agli umili.

Gianfranco Pannone