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MY BEST - George Best, nel bene e (soprattutto?) nel male


Luigi Maria Perotti racconta la figura leggendaria del calciatore in "My Best" attraverso il racconto del figlio Calum


MY BEST - George Best, nel bene e (soprattutto?) nel male
Le celebrità vengono spesso sacralizzate, ma dietro la loro aurea di perfezione ci sono uomini e donne talvolta stracolmi di fragilità e ci sono famiglie che ne subiscono le conseguenze, arrivando loro malgrado a dover patire sulla propria pelle il peso delle maschere che indossano davanti all’opinione pubblica. In My Best, documentario diretto da Luigi Maria Perotti, George Best, uno dei più grandi calciatori della storia, viene raccontato attraverso il viaggio del figlio Calum tra i vecchi amici e i passati affetti del padre.

La pellicola si muove in controtendenza rispetto alle produzioni riguardanti i personaggi famosi a cui siamo abituati, infatti non ha alcun fine celebrativo ma al contrario ne vuole mettere in mostra gli aspetti più intimi e meschini. Ma l’aspetto biografico è solo apparentemente il fulcro centrale del documentario, perché se da un lato tutto rimanda alla figura e alla storia del grande calciatore, dall’altro ogni elemento si sviluppa a partire dal rapporto travagliato e burrascoso che il figlio ha con l’uomo che si cela dietro al mito.

Calum decide di andare alla scoperta della vera identità del padre, di quell’uomo a lui così vicino ma allo stesso tempo così distante e sconosciuto. Il documentario segue quindi questo giovane uomo che, muovendosi fra i vari luoghi centrali nella sua vita, va alla ricerca della verità su quella figura controversa e misteriosa, nella consapevolezza che solo conoscendo e accettando il proprio passato può ritrovare se stesso e dare una svolta al futuro.

Un documentario assolutamente originale e coinvolgente che è in grado di affrontare, attraverso un caso singolare, temi universali, mettendo a nudo l’umanità che percorre tutti gli esseri umani. L’intento del regista è quello di andare oltre la patina di perfezione che avvolge alcune storie, mostrando come nessuno è esente dalle debolezze e dalle fragilità che accomunano tutte le persone, famose o sconosciute che siano.

Gabriele Nunziati

08/03/2018, 08:16