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ISREAL 3 - Dal 2 al 6 maggio a Nuoro


ISREAL 3 - Dal 2 al 6 maggio a Nuoro
Una scena di "Ceres" di Janet van den Brand
La terza edizione di IsReal, Festival di Cinema del Reale Sguardi sul Mediterraneo dal 2 al 6 maggio 2018 allAuditorium G. Lilliu adiacente il Museo del Costume di Nuoro si apre mercoled 2 maggio, alle ore 19. Dopo il rito della cerimonia dinaugurazione, sar presentata la nuova sigla del festival a firma di Giovanni Columbu, che nasce dalla rievocazione della figura mitica del toro attraverso i dipinti dell'autore sardo, animati in una danza di linee e simboli. Ma l'attenzione sar puntata sul film dapertura, che rappresenta bene lo spirito del festival: giovane, internazionale e aperto a nuovi linguaggi. Ceres di Janet van den Brand, regista olandese classe 1989, un documentario poetico che segue le giornate quotidiane di un gruppo di bambini, figli di agricoltori nella campagna del sud-ovest dei Paesi Bassi. Al centro dell'opera c' il percorso di ciascuno per trovare un giusto rapporto con la natura e gli animali (tra cui alcuni maialini) che i piccoli si trovano ad accudire in un precario equilibrio tra affetto e distacco, tra desiderio di seguire le strade dei padri e voglia di intraprendere unaltra vita possibile, tra momenti dintrospezione e afflati epifanici dimmersione nella natura. Unopera di straordinario impatto visivo, presentata alla Berlinale e in anteprima italiana a Nuoro, che tocca un tema vicino alla quotidianit sarda e alla sua tradizione.

Il film d'apertura anche rappresentativo dell'attenzione che ledizione di quest'anno rivolge al cinema realizzato dalle donne: sui 9 titoli in Concorso (tra cui un'anteprima mondiale e cinque anteprime nazionali) 5 sono firmati da giovani registe. Non abbiamo cercato appositamente film a regia femminile, ma tra le opere migliori del cinema del reale emerse nei pi importanti festival internazionali, abbiamo registrato una nuova tendenza dichiara Alessandro Stellino, direttore artistico di IsReal. Le opere delle giovani registe osano di pi e non hanno paura di affrontare temi importanti con modestia e grazia, ma anche con intensa forza emotiva e visiva. Dunque non un caso se il Concorso Internazionale di questanno vanta una fitta presenza di donne, alcune delle quali giovanissime: il mondo e la societ sono in rapidissima trasformazione e i loro sguardi ne restituiscono con freschezza la dimensione mutevole. Centrale nel riprendere un discorso politico sul femminile che quest'anno ha avuto la sua centralit con il caso Weinstein e la progressiva costituzione dei comitati di #metoo l'intensa opera Djamilia di Aminatou Echard (gioved 3 maggio, ore 18), che prendendo spunto da un celebre romanzo in cui la protagonista ha il coraggio di ribellarsi a un matrimonio combinato per seguire il suo vero amore, tratteggia ritratti di donne appartenenti a diverse generazioni in Kirghizistan, tra chi ha seguito la tradizione e chi si sta costruendo una propria strada.

Si prosegue con Terra Franca di Leonor Teles (venerd 4 maggio, ore 16), portoghese classe 1992 e vincitrice di un Orso dOro per il cortometraggio alla Berlinale dellanno scorso. Il film in anteprima italiana dopo la presentazione al Cinma du Rel di Parigi, dove stato premiato con Premio internazionale della SCAM racconta un anno della vita del pescatore Albertino Lobo, che vive sulle rive del fiume Tago, a Villa Franca de Xira, nei pressi di Lisbona. Un inno lirico e placido al trascorrere del tempo, lintenso ritratto di un uomo solitario che va lentamente alla deriva.

Dall'Italia arriva "CittGiardino" di Marco Piccareda e Gaia Formenti (venerd 4 maggio, ore 18), che esplora con raffinatezza espressiva il momento di stasi a cui sono costretti i minori che arrivano nel nostro Paese privi di un permesso di soggiorno: i pomeriggi trascorsi davanti al cellulare, i desideri di speranza infranti, la solitudine che li circonda si trasformano in un'atmosfera di pericolo che rende evidente anche se non offre spiegazioni semplicistiche la crescente scomparsa di tanti di loro. Il film, da poco premiato al prestigioso Vision du Rel a Nyon e anchesso in anteprima per l'Italia, sar preceduto dal cortometraggio "Le case che eravamo" di Arianna Lodeserto, che affronta, a margine del problema edilizio, il tema dellabitare a Roma in un excursus negli archivi tra il 1948 e il 2014. Un racconto a pi voci, da quelle ufficiali dei cinegiornali fino al cinema militante, che un sapiente montaggio articola in una teoria capace di lasciare spazio agli interrogativi e incitare allazione.

Infine in anteprima mondiale sar mostrato Bel-79 di Olga Prusak (sabato 5 maggio, ore 18), il ritratto di Oleg, reietto di una piccola citt bielorussa, noto per il suo vagabondare per le strade con un piccolo trattore. Unindagine poetica sullanima di un uomo i cui pensieri inquieti gli fanno varcare la linea demarcata dalladeguatezza sociale per interrogarsi sulla perdita di unit con gli altri.

Anche il film sardo presentato fuori concorso firmato da una donna: "Luomo con la lanterna" di Francesca Lixi (domenica 6 maggio, ore 17) la storia del bancario sardo Mario Garau, distaccato in Cina dal Credito Italiano per lavorare come funzionario della Italian Bank for China negli uffici di Tientsin e di Shanghai a met degli anni 20.

30/04/2018, 21:26