I Viaggi di Robi

Note di regia di "Dafne"


Note di regia di
Una scena di "Dafne"
Un giorno, qualche anno fa, vidi alla fermata dellautobus un padre anziano e una figlia con la sindrome di Down che si tenevano per mano. Fermi, in piedi, tra il via vai di macchine e passanti mi apparvero come degli eroi, due sopravvissuti. DAFNE nasce da questa immagine-emozione, la scintilla che mi ha spinto ad approfondire. Sono entrato con curiosit in un mondo che non conoscevo, finch ho avuto la fortuna di incontrare Carolina Raspanti, con cui nata unamicizia fondamentale non solo per il film ma anche per la mia vita.
Sul set, la sua presenza si rivelata un esempio per tutti: Carolina non subisce la propria diversit ma la accoglie, ci dialoga, vive la sua condizione con matura serenit. In un mondo che obbliga allefficienza e allillusorio superamento della sofferenza (esiste ormai anche la pillola per il lutto!), Carolina/Dafne ci ricorda di accettare, nei suoi limiti, la condizione in cui ci troviamo e di viverla pienamente.
La scomparsa improvvisa della madre segna un punto di non ritorno nella vita della ragazza, che ora deve affrontare non solo i suoi problemi ma anche quelli del padre. A partire dalla complementariet dei loro bisogni, in un momento cos drammatico e doloroso, la parabola del loro rapporto offre unopportunit per entrambi: DAFNE la storia di una ripresa, come ottimismo e volont di superamento.
Un invito, almeno negli intenti, ad abbandonare latteggiamento rigido del pregiudizio e sentimenti come la paura, a volte persino lorrore o pi spesso la compassione davanti al diverso, grazie allironia (la forza pi evidente del carattere di Carolina, dotata di un umorismo spiazzante e imprevedibile) e, contemporaneamente, allestrema seriet di cui la ragazza si fa portavoce: per lei la vita una lotta da affrontare a viso aperto!
Con una commistione di generi, e senza trasformare la disabilit in tema dintrattenimento, DAFNE una commedia drammatica o un dramma in chiave di commedia: una dramedy dove si pu ridere e piangere allo stesso tempo, mi auguro.
Oggi in Italia sono quasi quarantamila le persone con la sindrome di Down. Non una malattia, una condizione genetica che accompagna per tutta la vita le persone nate con un cromosoma in pi. Tuttavia, non esiste una persona Down uguale a unaltra, proprio come non c una persona normodotata uguale a unaltra. Carolina Dafne. La realt stata lispirazione e il metodo mentre scrivevo e mentre giravo.
Non stata Carolina ad entrare nel film (non ha mai letto una sola pagina della sceneggiatura), stato il film a piegarsi a lei. Potevo permettermi di tradire il testo originario ma non la fiducia di Carolina, che esigeva rigore, rispetto, ascolto.
Tutti stimoli per tentare di restituire dignit alla sua storia, al suo sguardo e a quella stretta di mano alla fermata dellautobus.

Federico Bondi