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Note di regia di "Aquile Randagie"


Note di regia di
Raccontare la storia delle Aquile Randagie in un film unidea stimolante, una sfida creativa, ma soprattutto un atto dovuto.

Lassociazione concettuale dello scautismo alla Resistenza un pensiero sicuramente innovativo che lascia quantomeno incuriosite tutte le persone che ne vengono a conoscenza.

Perch di questo si parla: le Aquile Randagie erano un gruppo di scout di Milano e Monza che decisero di ribellarsi alla decisione del fascismo di chiudere tutte le associazioni giovanili che fossero differenti dallOpera Nazionale Balilla, inclusa quindi lASCI, lAssociazione Scout Cattolici Italiani. Avevano fatto una Promessa, di servire la Patria e di aiutare il prossimo, e quindi con luniforme sotto gli abiti borghesi, e sempre alla ricerca di qualche luogo dove indisturbati poter proseguire le loro attivit allaria aperta questi giovani, fedeli (alla promessa) e ribelli (al regime), sfidarono il fascismo per anni, portando avanti gli ideali di solidariet e speranza propri dellAssociazione Scout. Con linizio della guerra poi e dopo l8 settembre, il coinvolgimento con la Resistenza stato via via maggiore, fino alla fondazione dellOSCAR.

La particolarit di tutto questo che i protagonisti di queste avventure sono dei ragazzi, tra i 14 e i 20 anni, che hanno dimostrato coraggio, adesione, spirito di sacrificio e lealt al Paese.

Valori che, soprattutto oggi, devono essere memoria storica e viva.

I motivi per raccontare un film sulle Aquile Randagie sono quindi molteplici: raccontare una parte di storia dItalia che in ben pochi conoscono, rendere omaggio a una storia di coraggio realizzata da giovani, essere dispirazione per i giovani di oggi.

Si tratta di un film diretto ai giovani, che vuole parlare loro con le parole dei giovani di unaltra epoca, quando un altro mondo sembrava impossibile, ed invece il cambiamento si realizza proprio grazie a loro: forse eroi, certo giovani fedeli e ribelli.

Gianni Aureli