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ITALIAN AMERICAN COUNTRY - Un libro ed un documentario
sulle comunità italo-americane negli USA


ITALIAN AMERICAN COUNTRY - Un libro ed un documentario sulle comunità italo-americane negli USA
Il volume e il documentario in tre puntate, ideati e curati da Paolo Battaglia, raccontano la storia e la vita delle piccole comunità italo-americane sparse nel cuore degli Stati Uniti. Dopo la pubblicazione nel 2013 del volume "Trovare l'America", la più importante e completa visual history della presenza italiana negli USA, la nuova opera di Battaglia va alla caccia delle testimonianze dirette di ciò che ha significato e significa oggi essere italiani in America

Un lungo viaggio nell'America profonda alla ricerca dei discendenti di minatori, contadini e pescatori, emigrati più di un secolo fa per dare vita a comunità italiane in ogni angolo dell'enorme nazione che si aprì davanti ai loro occhi dopo lo sbarco a Ellis Island. Un racconto di 200 pagine e di 3 ore di documentario che affianca alle fotografie storiche, le immagini e le voci di chi vive oggi in luoghi come Barre in Vermont, Valdese in North Carolina, Tontitown in Arkansas e Pittsburg in California. Paesi in cui emigrarono scalpellini anarchici dalla Toscana, valdesi delle alte valli piemontesi, contadini veneti sfuggiti alle piantagioni di cotone lungo il Mississippi e pescatori siciliani. Un percorso che porta il lettore e lo spettatore a scoprire la presenza italiana in grandi città come Denver e New Orleans, in paesi ai confini del mondo come Paradise Valley in Nevada e in vere e proprie ghost town come Dawson in New Mexico. Al libro è abbinato un documentario che raccoglie le interviste a più di cento persone incontrate durante un viaggio fatto dall'autore attraverso gli Stati Uniti.

"Nell'ottobre 2013" - spiega Paolo Battaglia - "al termine di una ricerca durata tre anni negli archivi della Library of Congress di Washigton, ho pubblicato il libro "Trovare l'America" con la prefazione di Martin Scorsese. Per quanto fosse uno dei più completi ritratti mai pubblicati sulla storia degli italo-americani, sentivo che al mio racconto mancava qualcosa. Nel corso delle miei ricerche mi ero imbattuto in un libro poco conosciuto e pubblicato nel 1913 dall'ambasciatore italiano a Washington, il barone Edmondo Mayor des Planches. "Attraverso gli Stati Uniti" era la cronaca dell'unico ten­tativo fatto da un diplomatico italiano di comprendere e migliorare la condizione delle centinaia di migliaia di nostri connazionali che in quel periodo lasciavano l'Italia per inseguire il sogno delle strade lastricate d'oro della "Merica".

Un sogno che troppo spesso si scontrava con la realtà delle grandi città del nord-est come New York, Boston, Philadelphia dove - come scrive l'ambasciatore - conducevano "una vita malsana, economicamente meschina in troppo angusti spazi, troppo segregati dalla società".
Per cercare una soluzione a questo problema, l'ambasciatore non si accontentò di raccogliere informazioni di se­conda mano, ma decise di intraprendere un grand-tour del Nord America e di incontrare le comunità di italiani che, per i più vari motivi, avevano deciso di addentrarsi nel cuore della nazione, verso il Sud e i suoi contrasti razziali e verso l'Ovest che, a inizio Novecento, aveva appena smesso di essere il "Selvaggio West
".

"Attraverso il libro di des Planches" - spiega Battaglia - ho compreso quali erano i due elementi che mancavano al ritratto degli italo-a­mericani che era emerso dal mio libro precedente "Trovare l'America". Il primo erano le loro voci, le testimonianze dirette di coloro che erano emigrati e dei loro discendenti: chi erano, cosa avevano lasciato e perché, cosa avevano trovato e quali erano state le difficoltà incontrate in una società che, pur essendo nata e cresciuta sull'emigrazione, era spesso discriminatoria nei confronti dei nuovi arrivati. Il secondo elemento era quello geografico, poiché l'immagine tramandata dagli archivi della Library of Congress era quasi esclusivamente quella degli italiani che "sbarcati nel nord vi giungono esausti di mezzi e di energia, temendo di addentrarsi più oltre in un paese di cui ignorano la lingua e non sanno le condizioni."

Il progetto Italian American Country nasce proprio per completare il racconto iniziato con il libro "Trovare l'America" e segue le tracce dell'ambasciatore des Planches, partito nel 1905 alla ricerca delle piccole comunità di italiani lontane dalle rotte migratorie più conosciute. A distanza di oltre un secolo, le tracce dell'ambasciatore sono ancora leggibili e portano a riscoprire comunità che si sentono ancora oggi legate alle loro origini italiane.

"Sostituite le rotaie su cui viaggiava la carrozza riservata dell'ambasciatore con l'asfalto delle highway" - continua Battaglia - "ho percorso 25mila chilometri incontrando e intervistando oltre 100 persone e visitando decine di luoghi che hanno avuto un ruolo nella storia dell'immigrazione italiana. Spero che il libro e il documentario - conclude Paolo Battaglia - possano servire da specchio per due facce della stessa medaglia che spesso non si guardano e si conoscono troppo poco; soprattutto perché noi, in Italia, tendiamo ad avere un complesso di superiorità verso gli italo americani a meno che non tornino in patria ricchi e famosi. Per questo spero che le voci del documentario e le pagine del libro, riescano a stabilire una connessione tra l'Italia, l'Old Country tanto spesso evocata, e le persone e le comunità dell'Italian American Country".

Proprio in questi giorni è partito il tour di presentazione del libro che toccherà centri importanti come Las Vegas, San Francisco, Denver, ma anche località minori come Tulsa (Oklahoma), Independence (Louisiana), Tontitown (Arkansas), Oxford (Mississippi), Scranton (Pennsylvania). Nelle presentazioni anche due doppiatori/attori che inseriscono momenti di approfondimento sul ruolo della lingua nell'esperienza dell'emigrazione ed eseguono canzoni scritte da emigranti in America. Si tratta di Alessandro Quarta attore e doppiatore e Sara De Santis, attrice teatrale.

Il documentario, scaricabile gratuitamente dopo l'acquisto del libro, è suddiviso in tre puntate da 1 ora circa ed è introdotto da "Questa terra è la tua terra", versione italiana del grande classico di Woody Guthrie, scritta da Maurizio Bettelli che per l'occasione ha messo insieme un gruppo di musicisti del calibro di Flaco Biondini, Alessandro Capasso, Michele Gazich, Massimo Giudici, Antonio Rigo Righetti e Gustavo Savino legati alla storia dell'emigrazione per vicende o radici familiari. Il documentario raccoglie interviste a più di 100 discendenti di emigranti che raccontano le incognite di un viag­gio che i loro antenati affrontavano spesso senza sapere nulla del luogo in cui sarebbero finiti; raccontano delle prime genera­zioni costrette a lottare contro la discriminazione e contro condizioni di vita e di lavoro durissime; raccontano la forza e l'unità di comunità riuscite gradualmente a integrarsi senza perdere il legame affettivo e culturale con l'Italia; raccontano di un'evoluzio­ne che li ha trasformati in americani che, oggi, finalmente liberi dalla discriminazione e dalla preoccupazione di cavarsela nella nuova società riscoprono la lingua e le tradizioni dei luoghi d'origine.

28/09/2019, 14:32