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TFF37 - "Mi chiamo Altan e faccio vignette"


TFF37 -
È interessante scoprire i pensieri e l’esperienza che stimolano le menti satiriche. Capire come l’ironia si insinua nel loro modo di interpretare la realtà. Francesco Tullio Altan è uno dei più grandi vignettisti italiani ma è anche un uomo molto riservato; si rivela quindi un’occasione quasi unica poterlo conoscere un po’ attraverso il documentario che Stefano Consiglio gli cuce addosso.

“Mi chiamo Altan e faccio vignette” è un rifugio confortevole nel quale l’artista viene accolto, coccolato, ricordato, omaggiato, narrato.

Tra le fila di un racconto che lo stesso Altan percorre a partire dall’università di architettura a Bologna, passando dal viaggio (un po’ fuga) in Brasile che gli cambia la vita (e gli dona Maria, la moglie che lo accompagna da sempre), ai primi lavori per i giornali e tutto quello che viene dopo, il regista intercala i dialoghi informali di una tavolata tra amici in campagna (per ripercorre il lato più personale), le analisi di Paolo Rumiz e Michele Serra, le letture di Stefano Benni (che con Altan ha pubblicato “10 teorie sull’estinzione dei dinosauri (e 25 animali fantastici)”).

Scopriamo l’esperienza nel cinema, il suo approdo a idee ‘di sinistra’ frutto di un’esperienza terzomondista, l’approccio al quotidiano, l’attenzione alla normalità.

Con affetto, Altan racconta l’idea che si cela dietro ai suoi personaggi più celebri (Cipputi, Pimpa, i mariti e le mogli) e Consiglio chiama a rapporto alcuni amici (Paolo Rossi, Angela Finocchiaro, Stefania Sandrelli) per realizzare curiose ‘vignette viventi’, che alterna agli storici originali.

30/11/2019, 10:21

Sara Galignano