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IL ROSA NUDO - Tra i migliori film del decennio per Roba da Donne


IL ROSA NUDO - Tra i migliori film del decennio per Roba da Donne
“Quali sono i migliori film del decennio?": una delle domande più gettonate tra i critici di tutto il mondo in questo inizio di 2020 è stata rivolta a numerosi critici cinematografici anche dal magazine Roba Da Donne, che puntava a scoprire i migliori titoli che fornissero "oltre a una meraviglia estetica e tecnica della settima arte, anche un punto di vista d’avanguardia, innovativo o semplicemente interessante sulla figura femminile oppure su minoranze come afroamericani e mondo Lgbtqai”.

Nella lista (consultabile qui) è inserito anche "Il Rosa Nudo" di Giovanni Coda. "È una notizia che mi riempie di gioia, inaspettata come i più begli eventi della vita. Il mio film “Il Rosa Nudo” inserito in questa prestigiosa classifica mi onora, rende omaggio alla figura del caro Pierre Seel, a tutte le vittime che la comunità LGBT+ ha pianto", ha detto il regista appena saputa la notizia.

Tra le milioni di vittime colpite dalla follia nazista nel periodo della seconda guerra mondiale il francese Pierre Seel, fu imprigionato nel campo di concentramento di Schirmeck perché omosessuale. Sopravvissuto a questa esperienza terrificante, fatta di torture e umiliazioni, Seel, dopo la fine del conflitto, si è sposato, è diventato padre, cercando di vivere una vita normale. Nel 1982, però, è il primo a denunciare le terribili vicende che lo hanno accomunato a migliaia di altri omosessuali, marchiati come lui con il triangolo rosa: un coming out clamoroso che aggiunge altro orrore all'orrore. Il rosa nudo, prendendo spunto dalla sua autobiografia Moi, Pierre Seel, déporté homosexuel, racconta in maniera teatrale ed evocativa l'Omocausto, soffermandosi anche sulle teorie scientifiche per la cura dell'omosessualità di Carl Peter Veernet, che hanno aperto la strada alle persecuzioni naziste.

Il Rosa Nudo è un lavoro di cinematografia sperimentale ispirato alla Vita di Pierre Seel ed alla autobiografia scritta in collaborazione con Jean Le Bitoux, che a sua volta è stato uno dei più importanti attivisti per i diritti GLBT in Francia e in Europa.
Questo toccante testo letterario non è stato mai tradotto in italiano. Parlare della vicenda traumatica di Seel, significa rimarcare gli orrori compiuti dai nazisti anche nei confronti di chi era schedato come omosessuale. Il Rosa Nudo si concentra soprattutto su un episodio doloroso e terribile che segnerà per tutta la vita l'emotività di Seel che, all'epoca dell'internamento, aveva solo 17 anni.
Deportato nel campo di Schimerck, assisterà all'atroce morte del suo compagno.

07/01/2020, 13:05