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SERGIO STIVALETTI - "Il mio Canaro, un mite da temere"


Mercoledì 15 gennaio a Torino la prima proiezione cittadina di "Rabbia Furiosa. Er Canaro" alla presenza del regista


SERGIO STIVALETTI -
Mercoledì 15 gennaio 2020 al cinema Massimo di Torino sarà ospite Sergio Stivaletti, noto creatore di effetti speciali per Dario Argento, Michele Soavi, Lamberto Bava e tanti altri, che presenterà al pubblico in sala il suo "Rabbia Furiosa. Er Canaro", all'anteprima cittadina oltre un anno dopo l'uscita.

Il film è uscito mesi fa e fu ai tempi un po' schiacciato nella narrazione dal paragone con Matteo Garrone e il suo "Dogman".

"Rabbia Furiosa" è un film che in qualche modo ha catturato una certa attenzione proprio perché è basato sulla stessa storia che Garrone ha raccontato, in modo molto diverso dal mio, per il suo "Dogman".
Io questa storia ce l'avevo da molti anni in testa: subito dopo "MDC Maschera di Cera" un produttore mi aveva proposto di lavorare su alcuni racconti scritti da Cerami e legati a fatti di cronaca: io scelsi quello sul Canaro.
Poi quel progetto non si è più fatto ma negli anni mi è rimasta la volontà di girarlo, ho sempre pensato e immaginato come sarebbe stato. Dopo il naufragio produttivo di un altro lavoro, "La musa", ho voluto dedicarmi a qualcosa che fosse più nelle mie possibilità anche produttive, potendolo girare in parte nel mio piccolo teatro di posa. Del film sono stato anche il distributore, motivo per cui faticosamente sono riuscito a portarlo in giro per l'Italia e solo ora arrivo a Torino.
Quando ho saputo che Garrone stava per fare un film sulla stessa storia non ho voluto più rinunciare a qualcosa di mio, ero sinceramente stufo di farlo per colpe altrui: quindi l'ho fatto lo stesso, anche se so che a qualcuno sembrerà che io abbia voluto seguire la scia di "Dogman", mentre in realtà non è andata così...

Cosa ti ha convinto a raccontare questa storia?

Quello che ho sempre voluto fare era una versione ispirata ai racconti "da bar" di quella storia, non farne una ricostruzione filosofica o altro. Ai tempi nei bar e tra la gente ci si chiedeva "hai sentito che ha fatto, ma sarà vero o no...": il sunto del film è tutto lì, in estrema sintesi.
La parte che riguarda l'efferata tortura che il Canaro ha inflitto al suo amico è sempre stata quella più importante nel racconto popolare, oltre a essere la parte più diversa rispetto al progetto di Garrone.
Lui, il Canaro, era un uomo mite, e un po' lo sono anche io, nonostante sui vari set abbia strangolato e sbudellato centinaia di attori! Ho sempre amato film come "Un borghese piccolo piccolo" o "Cane di paglia", con al centro lo scoppio di violenza di un insospettabile: per questo iniziamo il film citando la "temibile" vendetta dei miti.

Ai tempi si parlava anche di una possibile versione seriale del film...

Sarebbe stato il terreno ideale, ma l'Italia è un paese fatto male... C'è tutto secondo me in questa storia, molto del quale non è mai stato raccontato: il rapporto di amicizia storico tra i due protagonisti, ma anche Roma in tutta la sua bellezza (un'altra differenza rispetto a "Dogman", importantissima secondo me) e molto altro.
E' una storia di criminalità come e meglio di tante altre che oggi sono spesso al centro della nostra serialità. Peccato, a quanto pare il progetto non trova persone interessate a farlo realizzare.

L’evento è organizzato in collaborazione con il Torino d’Argento Tour Locations: inevitabile quindi parlare del suo rapporto con Argento (e con i film torinesi da lui girati!).

Conosco la città fin dai tempi di "Maschera di cera", che da copione era ambientato a Torino e che ho realizzato io - grazie a Dario - sostituendo Lucio Fulci dopo la sua morte. Sono riuscito a vedere, una delle tante magie del cinema, luoghi segreti che ti si aprono solo in casi come questi, altrimenti sarebbero invisibili per i normali turisti: mi sono innamorato di una serie di cose in città!
Con Dario ho poi girato molti film nella mia carriera e ovviamente anche alcuni di quelli torinesi, in particolare "Nonhosonno" e "Giallo": percepivo durante quei set la familiarità tra lui e la gente del luogo, che lo cerca e si avvicina sempre quando gira lì, vuol sapere, stringe mani, fa sentire il proprio affetto.

Altri progetti di cui possiamo parlare?

Progetti ce ne sono, e mi piacerebbe anche parlarne. Sto lavorando a diverse idee ma forse è un po' prematuro, la mia carriera è costellata di film che dovevano esserci e poi per qualche motivo sono sfumati. Preferisco al momento tenermi per me il paio di idee su cui sono concretamente al lavoro!

12/01/2020, 09:14

Carlo Griseri