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CINEMA, DOMANI - Guido Zucchini, piattaforma CHILI


"Il rapporto tra sala e digitale sarà il futuro": intervista sui possibili scenari futuri per il cinema italiano, dopo il lungo stop causato dall'emergenza Covid-19.


CINEMA, DOMANI - Guido Zucchini, piattaforma CHILI
Prosegue l'inchiesta di Cinemaitaliano che esplora, attraverso le parole di diversi operatori della filiera cinematografica, i possibili scenari che potrebbero coinvolgere il mondo del cinema in Italia una volta superata l'emergenza Covid-19.

In un momento in cui il dibattito sulle piattaforme digitali è più che mai acceso, ne abbiamo parlato con Guido Zucchini, Direttore Relazione Esterne & Istituzionali di CHILI, per capire come in futuro la sala e il salotto potranno convivere.

In un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo, molte aziende stanno lanciando delle iniziative a sostegno degli ospedali. Ed anche Chili sta facendo la sua parte con una campagna a sostegno dell'ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo...
Siamo partiti dall'idea di individuare un luogo e un istituto in particolare. La nostra sede è a Milano, e vedendo ciò che sta succedendo di drammatico in Lombardia, in particolare a Bergamo, abbiamo pensato di rivolgere l'attenzione proprio li. Ci siamo chiesti come potessimo contribuire e la cosa bella è stata la reazione di tanti distributori italiani ed internazionali che si sono messi a disposizione fin da subito. Lo spettatore paga il solito prezzo, ma un euro lo destiniamo a favore dell'ospedale. La campagna è partita molto bene, saremo ovviamente contenti quando potremo vederne i risultati soprattutto in termini di raccolta finale.

La quarantena e lo stazionamento a casa in che termini sta impattando sui gusti e sulle scelte degli spettatori che decidono di noleggiare/acquistare film sulla vostra piattaforma?
Questo periodo non sta cambiando i gusti degli spettatori, ma sta cambiando parecchio la quantità delle fruizioni. Gli ultimi arrivi, titoli come “Joker” ad esempio, sono quelli che vanno per la maggiore, ma se si va a guardare al totale dei consumi di una piattaforma come la nostra, il grosso del numero esce fuori dalla cosiddeta “coda lunga”. Abbiamo un catalogo di oltre 10.000 contenuti che spazia dalla storia del cinema alle novità italiane ed internazionali, così come gli amanti del cinema di casa nostra possono trovare dalla commedia italiana di Totò e Alberto Sordi a maestri come Ettore Scola, fino all'ultimo Ferzan Özpetek. Se però si guarda alla Top3 si rintracciano spesso quei titoli che hanno già precedentemente sfondato al botteghino dei cinema, e che portano con se una grande attesa rispetto all'uscita a noleggio.

State riscontrando una crescita nel numero dei noleggi o vi mantenete stabili rispetto al passato?
I consumi verso i contenuti streaming da parte dei nostri utenti sono incrementati di tre volte rispetto agli altri periodi. Tantissima gente in più viene inoltre sulla nostra piattaforma a cercare, ad informarsi, ma ovviamente solo una quota di essa sceglie poi di acquistare o noleggiare in quel preciso momento.

Nei giorni scorsi delle major come Universal e Sony hanno deciso di non attendere una futura finestra theatrical, e di uscire direttamente su Chili con titoli come "Bloodshot", "Emma" e "L'uomo invisibile", in alcuni casi con dei prezzi maggiori rispetto al solito. Cosa differenzia questa forma di direct-to-streaming rispetto alla "prima visione home-video"?
In questo momento il dibattito è caldissimo, e già da qualche tempo negli Stati Uniti si parlava di questa finestra “Premium VoD”, che vuol dire anticipare di un po' l'uscita in piattaforma digitale di un film che è appena stato in sala. Questo tipo di finestra, che chiaramente avrà bisogno di tempo per andare a regime, arriva a costare di più, perchè si anticipa la visione e la rende più vicina al concetto di cinema. Adesso il mondo sta cambiando a causa dell'emergenza Coronavirus, i cinema sono chiusi, e ci saranno dei mesi dove i film non andranno in sala. E' un momento in cui bisognerebbe essere in grado di capire ciò che sta accadendo e anche riuscire a fare sistema, senza avere paura di intaccare business che purtroppo in questo momento sono chiusi. C'era una crisi e una distanza tra la casa e la sala già prima del Coronavirus, e tutto questo mi sembra solo l'accellerazione di un processo già in atto. Il cinema come esperienza “in sala” resta insostituibile, ma potranno esserci dei contenuti che magari non attenderanno i 105 giorni per uscire online, così eviteremo anche di fare un favore alla pirateria, o uscite in contemporanea, cercando di trovare un modello, perchè no la geolocalizzazione dei contenuti, dove gli esercenti e le piattaforme possano trovare una sinergia, perchè è ovvio che nessuno deve farsi del male.

Il timore di molti è che lo "spettatore" che uscirà dalla quarantena sarà mutato, e che si sarà assuefatto al divano di casa, dimenticando la poltroncina della sala. Pensi sia possibile una "mutazione" simile, e credi invece che potranno mai esistere territori di comune dialogo e collaborazione tra le sale e le piattaforme VoD?
Torneremo fuori casa, a regime spero tra la tarda primavera e l'inizio dell'estate, un momento dell'anno che non è mai stato squisitamente “cinematografico” o migliore per stare al chiuso. Rispetto a quando ripartirà del tutto la stagione cinematografica penso che stare cinque o sei mesi lontano dalle sale non cancelli le abitudini, e quindi si continuerà assolutamente ad andare in al cinema. In questo senso sono convinto che gli spettatori sceglieranno le sale che sapranno offrire un'intelligente programmazione. Allo stesso tempo già da tempo gli italiani stanno entrando in contatto con contenuti digitali di qualità disponibili in salotto, e se ora si sta registrando un'impennata, la crescita a doppia cifra sta avvenendo già da 5 anni. Alla fine di questo periodo i dati di questa esperienza andranno analizzati per cercare di realizzare un modello per il futuro che dovrà passare necessariamente dal rapporto tra sala e digitale.

01/04/2020, 13:04

Antonio Capellupo