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Note di regia di "Prima che Arrivi l'Estate"


Note di regia di
Il film si svolge in un unico luogo, Saviore dell’Adamello, ultimo paese della Lombardia, e segue la figura di Italo Bigioli che vive insieme alla sua compagna Marinella, in una casa nel centro del paese. Gli ambienti principali sono le mura domestiche di Italo e la casa dell’associazione degli “Amici della Natura” di cui il nostro protagonista è fondatore. Inoltre gran parte dei paesaggi rappresentati sono situati nel territorio della Valcamonica, in particolare nei comuni di Cevo, Paspardo, Cimbergo, Ceto, Capo di Ponte, Sellero, Malonno, Sonico, Edolo. Il documentario testimonia la vita di Italo, ripreso nella sua quotinianità che muta seguendo il ritmo naturale delle stagioni, e si sofferma sui ricordi - attraverso l’uso di materiale d’archivio - degli incontri tra il protagonista e gli indigeni d’America - gli Apache San Carlos prima e i Lakota Oglagla Sioux dopo - e sull’attesa del loro ritorno che avverrà in estate. Il film si sviluppa in tre parti: la prima riguarda l’attesa di Italo dell’estate, che preannuncia l’arrivo del capo indiano Lakota; la seconda, il cuore del film, illustra i motivi che hanno fatto incontrare Italo per la prima volta con gli Apache, l’amicizia tra di loro e l’ultima battaglia degli Apache contro il Vaticano; la terza mostra l’arrivo del capo indiano Cecil Cross e il suo rapporto di amicizia con Italo, che sfocia in un incontro tra due culture diverse ma che hanno in comune il principio di “un popolo aiuta un altro popolo”, nato appunto dalle battaglie che hanno condiviso grazie agli Apache, e il principio di connessione tra la natura e tutti gli esseri viventi. La presente ricerca documentaristica è nata dal desiderio di conoscere la spiritualità di cui siamo tutti partecipi, ma che purtroppo non riusciamo a rintracciare nella vita frenetica contemporanea, e dalla volontà di ricercare una maggiore consapevolezza delle nostre radici, scoprendo come queste possano incontrarsi anche con quelle di popoli lontani in un dialogo spirituale che supera le distanze fisiche e culturali. Nell’attesa dell’incontro tra Italo e il capo indiano, dunque ci si interroga su come oggi sia possibile vivere diversamente il nostro quotidiano, attraverso lo spirito che ci unisce alla terra e alla bellezza della natura.

Francesco di Martino