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BERLINALE 71 - "La veduta luminosa" da Berlino a Fuori Orario


Un regista e l’assistente di un produttore assente si mettono in viaggio da Roma a Tubinga, inoltrandosi nella Foresta Nera alla ricerca dei luoghi del poeta Friedrich Holderlin. Regia di Fabrizio Ferraro.


BERLINALE 71 -
La Veduta Luminosa, il nuovo film di Fabrizio Ferraro, è in programma in anteprima mondiale, martedì 2 marzo alle ore 20.30 alla Berlinale 2021. Nell’edizione di quest’anno l’opera di Ferraro è stata selezionata per la sezione Forum ed è l’unico lungometraggio di finzione a rappresentare l'Italia al Festival.

Dopo Berlino il film sarà trasmesso in prima nazionale su Rai Tre-Fuori orario Cose (mai) viste alle 00.15 di sabato 6 marzo 2021.

Il film distribuito da Boudu-Passepartout, come i lavori precedenti di Ferraro, sarà proiettato nei cinema, nelle cineteche e nei musei italiani ed europei non appena le attività nelle sale saranno di nuovo possibili.

Mr Emmer, un regista scomparso da tempo, viene ritrovato da Catarina, l’assistente di un produttore assente. I due partono in auto verso Tubinga, inoltrandosi nella Foresta Nera alla ricerca dei luoghi di Friedrich Hӧlderlin, in un viaggio preparatorio per un mai abbandonato progetto di film sul poeta. Ma le cose non vanno secondo i piani del produttore e durante il viaggio le ispirazioni si rivelano un ostacolo alla realizzazione di qualsiasi opera. Un canto d’amore per la Natura sofferente.

Una semplice storia, un semplice incontro (d’amore) tra chi ha fallito perché incapace di controllare le immagini con la parola e chi cerca di far emergere un dato nel visibile con un lavoro di organizzazione e costruzione. Tra il signor Emmer e Catarina c’è un continuo tentativo di avvicinamento impaurito e affascinato tra due mondi diversi e quasi contrapposti che cercano una presenza nella trasparenza dello zoo, dell’auto, della foresta.

Un film che il regista, Fabrizio Ferraro, racconta così: “Con la veduta luminosa abbiamo affrontato l’Hölderlin che accetta l’assenza di attrazione per il fuoco divino e vede il voltarsi obbligato degli umani per una natura non più casa divina. [...] Noi lo abbiamo odorato e sentito nella foresta: quel qualcosa dall’impossibile comprensione: la vita immediata che sfugge mentre si cerca di contenerla. E questa fuga, che canta una concretissima presenza astratta, è proprio un’arte, l’arte della fuga. [...]”

22/02/2021, 18:02