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Note di produzione di "Summertime - Seconda Stagione"


Note di produzione di
La seconda stagione di Summertime è stata per Cattleya una sfida ancora più impegnativa della precedente. Lo è stato creativamente, nel raccontare un mondo che facesse sognare gli spettatori alle prese con una pandemia globale. Lo è stato produttivamente, nel trovare soluzioni continue per le esigenze di sicurezza che quella stessa pandemia ha reso indispensabili.

Artisticamente parlando, dopo aver dato vita con la prima stagione a una rivisitazione del successo letterario “Tre Metri Sopra il Cielo”, l’obiettivo continua a essere quello di mantenere vivo lo spirito dell’opera originaria confermando al tempo stesso le caratteristiche che hanno determinato il successo di Summertime. Due aspetti uniti da un elemento comune: il desiderio di raccontare l’amore dando voce a una generazione.

La serie quest’anno si stratifica e cresce, esplorando nuove strade insieme ai suoi personaggi. Un anno è passato dalla scorsa estate e la vita ha corso veloce, come solo a quell’età succede. Alcuni amori si sono fortificati, alcuni sono appena nati, altri sono passati o semplicemente hanno cambiato forma. Ognuno dei protagonisti è alla ricerca della propria strada, alla scoperta di chi è e di chi vuole diventare.

Ci piace immaginare che i ragazzi che si rispecchiano più da vicino in questo racconto possano in un certo senso crescere insieme ai personaggi, come solo con il racconto seriale accade. Ma non è tutto. Il successo della prima stagione ci ha detto che Summertime riesce a parlare a un pubblico molto più ampio.
Generazioni più adulte che ritrovano nelle storie dei nostri protagonisti il senso di quelle estati spese a guardare il sole, immaginare il futuro, a cercare se stessi mentre si cerca qualcuno che ci faccia battere il cuore.

Un altro elemento che rende questa stagione ancora più originale della precedente è l’adrenalina. La prima stagione ha sfiorato in maniera tangente il racconto del mondo delle moto. Un racconto che quest’anno si fa pieno e determinante, diventando ancora più rappresentativo. La sfida era quella di portare sullo schermo in maniera realistica questa arena sportiva e per riuscire a farlo è stata fondamentale la collaborazione con il
CIV – Campionato Italiano di Velocità – che ci ha permesso di studiare da vicino il loro campionato, e ci ha assistito, permettendoci così di essere il più possibile fedeli a quel mondo e al suo linguaggio.

A fare da sfondo resta ancora la riviera romagnola con le sue spiagge e i suoi piccoli centri urbani che hanno accolto a braccia aperte il ritorno della produzione, nonostante le esigenze amplificate dalle misure anti-Covid, che quotidianamente richiedevano uno sforzo di collaborazione e supporto.

E quelle spiagge, quei piccoli centri urbani, ci sono ancora tutti, valorizzati da quella fotografia che è stata una dei cardini creativi della prima stagione. Una fotografia che quest’anno si flette e si espande, contaminando motori e amori per valorizzarne i contrasti.

Fra le grandi novità di questa seconda stagione, Summertime è ambientato anche in Spagna, e più precisamente a Barcellona, dove si sviluppa una delle linee narrative della nostra storia. Il mondo spagnolo porta con sé nuovi personaggi e ad ampliare il cast infatti c’è la giovanissima Amparo Piñero Guirao, un talento arrivato grazie a una delle maggiori scommesse di quest’anno: il casting virtuale. Grazie a quei provini e incontri online abbiamo raggiunto Amparo e un altro grande talento del cinema spagnolo: Jorge Bosch Dominguez.

In Italia, il cast si è arricchito di grandi personalità come Lucrezia Guidone, Giovanni Anzaldo e Marina Massironi, che hanno affiancato i giovani protagonisti portando grande professionalità ed energia nelle nuove storie che faranno emozionare il pubblico di questa seconda stagione.