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Note di regia di "Comedians"


Note di regia di
C’č un curioso e, in qualche modo, fortunato rapporto tra me e il testo di Griffiths, Comedians. 35 anni fa, la messa in scena al Teatro dell’Elfo di Milano, mi aprě la strada per arrivare al Cinema.

Oggi, in piena pandemia, mi permeLe di realizzare un film nonostante tutto, e di continuare a lavorare con la mia “famiglia” cinematografica che si era trovata senza lavoro per l’impossibilitŕ di realizzare il progetto a cui stavamo lavorando e che era troppo complicato da girare in condizioni di emergenza sanitaria.

Nel lontano 1985, data del debutto a teatro, eravamo giovani alla ricerca del successo, spericolati e anarchici, irregolari e affamati e, nelle nostre mani, il testo si trasformň in un ocmo contenitore per una sarabanda di gags e battute comiche, a volte improvvisate sul palco, come nel Jazz. Oggi, rileggendolo, il testo di Griffiths mi mostra il “Dark Side of the Moon” come direbbero i Pink Floyd, il suo lato oscuro, il suo cono d’ombra.

Certo, il testo č un’indagine sul conceLo di comicitŕ e non mancano i momenti divertenti, ma, probabilmente condizionato dai tempi che stiamo vivendo, ho visto emergere dalle parole di Griffiths delle persone sull’orlo del fallimento, pronte a tradire un’amicizia o un maestro, un’umanitŕ minima che cerca in tutti modi di sopravvivere, lottando senza sosta contro un destino avaro.

E ho deciso di rimanere molto piů fedele al testo originale: siamo tutti “Comedians”! In due settimane di prove con gli attori e il direttore della fotografia, ho messo praticamente in scena il testo come a teatro, decidendo le posizioni degli aLori e della macchina da presa, i movimenti e le luci... Questo mi ha permesso di girare in ordine cronologico, seguendo la storia, con gli aLori che sapevano tutto il testo a memoria, con lunghi piani sequenza, un’illuminazione che mi permetteva di muovere la macchina da presa a 360 gradi e, per la gioia dei produttori, in sole quattro secmane! Quello a teatro era il mio “Comedians” a 35 anni. Questo č il mio “Comedians” a 70. E, come dice Griffiths: “L’uomo č l’unico animale che ride”. A volte solo per allontanare la paura.

Gabriele Salvatores