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CORTOCIRCUITO 2021 - Omaggio (in musica e cinema) a Dante


Spettacolo di inaugurazione del V “Cortocircuito – Savigliano Film Festival” e omaggio alla “Commedia”, nel 700° anno dalla morte di Dante Alighieri


CORTOCIRCUITO 2021 - Omaggio (in musica e cinema) a Dante
Come nuova anteprima della V edizione, dopo il successo del concerto per il centenario della nascita di Federico Fellini, unico appuntamento del Festival tenutosi nel 2020, quest’anno anche Cortocircuito non può non omaggiare Dante Alighieri.
Per mantenere il filo conduttore di questa biennale edizione del Festival e celebrarne il tema, “Comedian Rhapsody”, rivolto principalmente alla Commedia in tutte le sue sfaccettature, si è pensato di celebrare l'autore della più nota "Commedia" di tutti i tempi con un evento che in qualche modo legasse il cinema all'opera di Dante, passando dalla letteratura all'arte visiva attraverso la musica e, in qualche modo, anche il teatro.

Il titolo originale del poema di Dante Alighieri (1265-1321) era infatti "Commedia", scelto dallo stesso autore in quanto l'opera, pur iniziando tragicamente con la cantica dell’Inferno, termina felicemente con quella del Paradiso. L'aggettivo "divina" fu poi accostato per la prima volta alla "Commedia" da Boccaccio (1313-1375) per evidenziarne l'ispirazione ultraterrena e la natura teologica (poi contrapposta dal celebre critico De Sanctis a quella “umana” del Decameron).
Il padre della lingua italiana è sempre stato un oggetto anomalo per il cinema e la sua opera maggiore è stata sì affrontata fin dai tempi del muto, ma raramente in maniera organica e integrale; più numerosi infatti i ricorsi a singoli episodi e personaggi scelti fra quelli incontrati da Dante e Virgilio nel loro viaggio. Cortocircuito sceglie quindi di proporne una rappresentazione datata ben 1911, ma ancor oggi tra le più celebri e visionarie trasposizioni filmiche, con la speciale proiezione del film muto “L’inferno”, sonorizzato dal vivo da Marco Castelli. Prodotto dalla Milano Films e diretto da Francesco Bertolini, Giuseppe de Liguoro e Adolfo Padovan, “L’Inferno” è stato a lungo reperibile solamente in copie danneggiate, mutile o censurate ma nel 2007, grazie a un lungo lavoro di restauro curato dal laboratorio L'Immagine Ritrovata di Bologna, è stato restituito nella sua edizione princeps con la corretta successione delle inquadrature e nella pienezza della sua luce e dei suoi colori.


L'Inferno - immagine film 1911.jpg
Perduta la partitura originale che accompagnò le proiezioni d’epoca, ma riprendendo l'antica tradizione del film muto con esecuzione musicale dal vivo, viene proposta un'originale composizione sonora, frutto di un attento e accurato lavoro con strumenti acustici e live electronics che conferisce alla pellicola una sorprendente modernità, in grado di trasportare il pubblico ben oltre le possibilità del cinema degli albori.

Lo spettacolo di Marco Castelli, che da anni svolge la sua attività non solo nel mondo del jazz, ma anche nell'ambito del teatro, della danza e della performance contemporanea, diventando negli anni uno specialista della composizione ed esecuzione per le musiche di scena, è stato presentato in prima assoluta a New York, presso l'Istituto Italiano di Cultura, il 12 gennaio 2016 e nel 2021 è stato inserito dal Ministero Affari Esteri nelle proposte per le Celebrazioni Dantesche; quest'anno è in programma in tutto il mondo: Istanbul, Lima, Pechino, Rio De Janeiro, Tirana, Washington, ecc..


L'Inferno - Foto live.jpg
La colonna sonora “ideale” per quello che è considerabile il primo vero kolossal del cinema italiano. 3 anni di riprese, 100 scene, 150 tra attori e comparse, più di 1000 metri di pellicola e, proporzionalmente, il film più costoso mai prodotto in Italia (300.000 lire di investimento), realizzato con tecniche allora innovative (primo film a usare didascalie scritte per accompagnare ogni scena e a introdurre nel nostro Paese gli effetti speciali al cinema) e con una distribuzione davvero internazionale che toccò l'Europa e gli Stati Uniti dove il film incassò la bellezza di 2 milioni di dollari.

110 anni dopo, dunque, lo spettatore può trovarsi nuovamente avvolto dalla visione orrida e meravigliosa di figurazioni ispirate alle celebri incisioni di Gustave Doré (1832-1883) e ad altri illustratori, ma come rivisitate da un Méliès in versione crudele: il volteggiare aereo dei Lussuriosi, Cerbero e orde di demoni-pipistrello armati di forche appuntite, i racconti in forma di flashback del Conte Ugolino, Paolo e Francesca che planano dall'alto restano sospesi a mezz'aria, le tre teste divoratrici di anime del gigantesco Lucifero-Mangiafuoco, fino all'inaspettato richiamo finale del Monumento a Dante, simbolo dell'italianità trentina alle soglie della Grande Guerra. Precedute un battage pubblicitario senza precedenti e durato più anni, le prime proiezioni avvengono nel tripudio di città imbandierate di tricolori: nel 1911 cade il 50° anniversario dell’Unità d’Italia e Dante, già mito risorgimentale, diventa simbolo delle aspirazioni irredentiste (e nazionaliste).

21/06/2021, 13:19