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VENEZIA 78 - Due vincitori per il Premio per l'Inclusione Edipo RE


VENEZIA 78 - Due vincitori per il Premio per l'Inclusione Edipo RE
In occasione della 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, La Edipo Re in collaborazione con l’Università degli Studi Padova, sotto la direzione artistica di
Silvia Jop nella persona dei giurati Paolo Giordano, Lucia Mascino e Giovanni Truppi
conferisce il PREMIO PER L’INCLUSIONE EDIPO RE a AL GARIB di Amer Fakher Eldin
e a VERA ANDRRON DETIN (VERA SOGNA IL MARE) di Kaltrina Krasniqi
Motivazione :In un anno di esistenze ancora in bilico, e di cinema ancora in bilico, la giuria di Isola Edipo si assume la responsabilità di assegnare un premio ex aequo, ai film Al Garib di Ameer Fakher Eldin, e Vera sogna il mare di Kaltrina Krasniqi. Quando abbiamo accettato questo incarico, l'elemento che ci ha più convinto è stata la possibilità di agevolare la diffusione di film meritevoli. In un anno in bilico come questo, vogliamo massimizzare questa opportunità. Premiando due film che meritano di essere visti da tutti, non solo per la loro compiutezza artistica, ma anche perché illuminano zone del mondo spesso lasciate in ombra, le alture del Golan in Siria e il Kosovo. Isola Edipo ci ha offerto di raddoppiare lo sforzo, invece di dimezzarlo. Noi ne abbiamo approfittato. Si tratta di film per certi versi speculari - uno quasi tutto al maschile, l'altro al femminile -, ma per molti più versi simili: nell'essere opere prime, per la giovane età degli autori, per il modo che hanno di interiorizzare i conflitti territoriali nelle vite dei protagonisti. Entrambi raccontano di ribellioni individuali a una situazione schiacciante che appare immutabile, senza tuttavia cedere alle trappole degli assunti ideologici, della falsa speranza o delle soluzioni semplificate.
Al Garib riesce nell'impresa di raccontare una doppia marginalità, quella di un popolo e quella di un individuo rispetto al suo stesso popolo. I dettagli su cui Ameer Fakher Eldin si concentra, per la loro eleganza e per il nitore delle immagini, ci sono rimasti intatti nella memoria dopo molte ore, ancora a distanza di giorni dalla visione, e siamo certi che dureranno a lungo.
In Vera sogna il mare, Kaltrina Krasniqi riesce a dare forma a una materia personale dolorosa, senza mai rinunciare alla vitalità del racconto. E costruisce il ritratto commovente di una donna, che ci appare proprio come il suo nome suggerisce, vera, tanto nella sua difficoltà iniziale quanto nel suo riscatto. Una vita comune che, come succede al cinema, diviene per tutti noi memorabile.

11/09/2021, 12:24