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MEDITERRANEO VIDEO FESTIVAL 24 - I vincitori


MEDITERRANEO VIDEO FESTIVAL 24 - I vincitori
E’ giunta al termine la XXIV edizione del Mediterraneo Video Festival. Subito dopo le proiezioni degli ultimi film in concorso, le due giurie si sono pronunciate sui vincitori delle due categorie, Lungometraggi e Cortometraggi.

La giuria giovani, composta da giovani studenti provenienti dai borghi che hanno ospitato le tappe del nostro festival, Terradura, Trentinara, Rutino e Ascea, ha decretato Miglior Cortometraggio Anima Animae Animam, José (Putxa) Puchades Martínez e Julieta Gasroc, Spagna, 2021, 29′; questa la motivazione: “il cortometraggio assolve appieno alla sua funzione di mezzo conoscitivo, in quanto aiuta ad ampliare la mente, presentando in modo approfondito determinate pratiche, come quella della mimica e dell’arte dei burattinai. Sceneggiatura, scenografia e coreografie sono curate nei minimi dettagli; ottimo anche il lavoro di regia, in quanto le riprese sono realizzate in modo da valorizzare ogni particolare, e ogni inquadratura fa scorgere qualcosa di nuovo allo spettatore. Le musiche, la tematica, e non ultima l’idea di dividere il video in tre parti in base ai diversi significati che l’anima può acquistare, contribuiscono a rendere altamente intrigante la visione”.
La Menzione Speciale va invece al cortometraggio Eki.librio, Marga Gutiérrez, Spagna, 2020, 24′, in quanto, secondo i ragazzi, “il film tratta di una tematica che abbiamo sentito nostra: racconta infatti di un piccolo paese dove i giovani tendono ad allontanarsi per lavoro, o semplicemente per rifarsi una vita, ignorando però la bellezza delle piccole cose che lasciano nel proprio paese di origine. A questo tema si affianca anche un’altra fondamentale linea narrativa, che riguarda il rispetto della natura e l’equilibrio che si crea fra uomo ed essa, metaforicamente rappresentata nell’arte di bilanciare le pietre come forma di equilibrio interiore. La qualità delle riprese è notevole, e, grazie anche alla riuscita scelta della colonna sonora, regala la possibilità di scoprire ed apprezzare gli splendidi paesaggi”.

La giuria ufficiale invece, composta da Paolo Speranza, critico cinematografico; Egidio Eronico, regista; Paolo Lapponi, sceneggiatore e autore, ha espresso le seguenti preferenze.
Il premio come Miglior Cortometraggio va a Our lady’s peace, Vladimir Perovic, Montenegro, 2020, 18′, “per l'originalità delle soluzioni espressive e formali, in particolare la forza evocativa dell'immagine che richiama la stagione del cinema delle origini. Per la scelta di non ricorrere né a voci fuori campo né a commenti scritti, ma di lasciar parlare esclusivamente le immagini, attraverso l'uso sapiente di montaggio e fotografia, riuscendo comunque a trasmettere un inequivocabile messaggio agli spettatori. Contestualmente si premia una cinematografia di un paese giovane, il Montenegro, che si ricollega ad una tradizione di creatività e originalità della cultura balcanica, dove rapporto fra cinema e attualità è sempre stato espresso in maniera creativa ed efficace. Infine, encomiabile l'idea di una denuncia sottile e intelligente ad un turismo massificato e indifferente, che non rispetta e distingue i luoghi, la loro funzione e la loro storia”. Menzione Speciale invece al cortometraggio Anima Animae Animam, José (Putxa) Puchades Martínez e Julieta Gasroc, Spagna, 2021, “per la riuscita contaminazione di vari linguaggi e generi, per il richiamo intelligente alla tradizione del cinema muto e a quella del musical, del teatro, della danza-contatto e del cabaret. Il film riesce infatti a richiamare, attraverso un montaggio veloce e accattivante, differenti forme e modalità espressive, condensandole in pochi minuti. Notevole inoltre l'idea di fondo, ovvero l'importanza del contatto fisico per accentuare il senso di umanità e solidarietà”.

Tra i lungometraggi per la nostra giuria ufficiale trionfa invece To the hiding place, Alexis Jacquand, Francia, 2020, 60′, a cui va il premio al Miglior Lungometraggio. “La giuria ha voluto riconoscere contemporaneamente sia la scelta del tema e della prospettiva che il regista ha colto, rappresentata dallo stretto rapporto che si instaura fra i protagonisti e la natura, sia le scelte formali, orientate ad una grande nitidezza delle immagini e alla forza espressiva ed evocativa di luoghi e persone che si è scelto di rappresentare. La tematica è inoltre particolarmente in sintonia con lo spirito del festival, di una ricostruzione del rapporto fra uomo e natura, fra arte e paesaggio, con particolare attenzione per i luoghi più incontaminati da riscoprire e da vivere, nella visione di un'esistenza più piena e più vera, fortemente attuale dopo questi ultimi anni che abbiamo vissuto”. Infine, la Menzione Speciale è stata consegnata a In prima linea, Matteo Balsamo e Francesco Del Grosso, Italia, 2020, 82′. Per i giudici, “In un festival documentario era inevitabile e doveroso premiare un reportage classico, con un linguaggio adatto sia al piccolo che al grande schermo. Al tempo stesso, viene premiato il coraggio della scelta degli autori che hanno portato alla luce e documentato una realtà che si conosce solo per grandi linee, ma che, attraverso questo film, possiamo considerare nella pienezza della sua dimensione di coraggio e impegno civile dimostrato dai fotoreporter i quali, nonostante i rischi che corrono, non smettono di ricordarci visivamente cos'è davvero una guerra, nei suoi aspetti più tragici e quotidiani, e nelle sue conseguenze concrete sulla vita delle persone”.

13/09/2021, 17:34