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TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL 21 - "El Nido" di Mattia Temponi


L'esordio di Mattia Temponi nel lungometraggio è candidato al Melies d'Argento per i migliori film europei


TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL 21 -
Un film con due soli attori e in un'unica location, per di più spoglia e tutta in interni, è il sogno di ogni produttore indipendente, che saprà così prevedere e contenere i costi e assicurare la fattibilità del progetto. Il problema, o meglio i problemi, sono tutti di sceneggiatori e regista, che in questo caso sono la stessa persona, l'esordiente Mattia Temponi (per il copione, da un suo soggetto, lo hanno aiutato Gabriele Gallo e Mattia Puleo): loro devono rendere una storia con così pochi ingredienti appetibile e "riempire" 90 minuti circa di racconto.

"El Nido" è un piccolo grande film, nato 6 anni fa ma incredibilmente, e tristemente, legato alla nostra attualità: il mondo è preda di una pandemia, che colpisce trasformando le persone in poco tempo in bestie irragionevoli e fameliche; per salvarsi dagli infetti sono stati creati dei bunker sicuri, chiamati "nidi", in cui ripararsi e trovare conforto.
Sara si sveglia all'interno di uno di questi, ferita a una gamba. Con lei un volontario che la avvisa: è stata contagiata, lui proverà a curarla mentre fuori sembra infuriare il caos più totale, con i collegamenti interrotti e la città in balia dei malati.

Questo almeno è ciò che racconta lui, e lei mentre cerca di tenere a bada i sintomi si (af)fida: è l'attore argentino Luciano Caceres a dargli il giusto tono di freddezza e ambiguità, mentre a Blu Yoshimi - che recita in spagnolo, il film è una co-produzione italo-argentina - è affidato il peso maggiore, con le variazioni d'umore e il fisico che muta, con la voglia di non arrendersi e la consapevolezza di non avere potere in merito.

Se Temponi riesce nell'impresa di sostenere un intero lungometraggio su così pochi spunti narrativi (pochi ma efficaci), il merito è di idee chiare, consapevolezza del mezzo cinematografico e una protagonista particolarmente ispirata: operazione riuscita, ora per l'opera seconda si spera in mezzi produttivi più consoni e una libertà narrativa maggiore.

31/10/2021, 11:04

Carlo Griseri