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THE GRAND BOLERO - La storia di una restauratrice di organi


Un film di Gabriele Fabbro.


THE GRAND BOLERO - La storia di una restauratrice di organi
In "The Grand Bolero", il regista Gabriele Fabbro racconta la storia di una burbera restauratrice di organi a canne al tempo del covid. È proprio la passione attorno a questo strumento musicale che raduna i personaggi nello spazio (dotato di un sinistro fascino) della chiesa, che ne muove l’azione scenica e da cui si sviluppano le loro interazioni.

Dietro la passione per la maestosa musicalità dell’organo si celano però altre e più oscure pulsioni ed intenzioni, che il film piano piano rivela, mostra, fa intendere senza mai palesare del tutto, almeno fino ai tragici e inaspettati risvolti finali. Ogni personaggio ha una sua chiara identità che lo connota e una sua intima ragione che ne guida le scelte. Fatta eccezione per il prete, l’unico personaggio “puro” che sembra non aver nulla da nascondere, gli altri fin dall’inizio sono coperti da vesti con tinte enigmatiche.

La musica è un elemento essenziale nel costruire l’atmosfera e nell’accompagnare le diverse tonalità che si alternano durante il film. Di fondamentale importanza sono però anche i silenzi, che in alcune scene si fondono con i suoni della natura e che comunicano il fremere delle loro tensioni nascoste, ma pronte a squarciare il velo che le separa dalla superfice.

In "The Grand Bolero" il COVID fa da sfondo, ma non per questo ha un ruolo marginale o superfluo, serve anzi ad accrescere il senso di isolamento intorno ai personaggi, e quindi ad aumentare l’angoscia per l’oscura e turbata natura dei comportamenti degli stessi, che è ciò che rende nell’insieme questo film un racconto intenso ed efficace nello stimolare apprensione nello spettatore.

11/12/2021, 17:35

Gabriele Nunziati