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Note di regia di "C'era una Volta il Crimine"


Note di regia di
Al giorno d’oggi è francamente molto difficile scrivere un film che possa rientrare nella categoria della Commedia all’Italiana. Sono cambiati i tempi, gli umori e le passioni della gente, è cambiato il Mondo che mi ha formato da ragazzo. Non ci sono più le problematiche socio-politiche degli anni ’60, ’70 e ’80, non ci sono i fasci e i compagni, sono sempre più rare le tavole rotonde e i dibattiti - la nostra società è definitivamente entrata nell’ottica individualista che crea piccole fortezze dominate dagli IO reali o virtuali. Si fa fatica a creare isole felici di aggregazione, tematiche comuni di resistenza sociale e, se vogliamo, anche territori di scontro costruttivi e sensati. Per i più giovani il ‘68 e il ‘77 sono solo dei numeri e non più sinonimi di protesta studentesca, lotta operaia e scontro di classe. Lo stesso si può dire del 1943, anno di svolta del secolo scorso e campo di battaglia della Nostra vicenda. Ho fortemente voluto scegliere quel periodo storico per ambientare il terzo e ultimo capitolo della saga di Non ci Resta che il Crimine, un punto di svolta e una data importante: 8 settembre. Questo film pur mantenendo il tono e il sapore della commedia classica ha però il germe da cinema “fantastico” che, grazie all’escamotage del viaggio nel tempo, lo riporta a un genere ibrido, una commistione tra commedia all’italiana, film d’azione e fantascienza. Così i nostri protagonisti, dopo aver affrontato la Banda della Magliana nel primo film e i Gomorristi nel sequel Ritorno al Crimine , si ritrovano ad affrontare l’esercito Nazista in un momento storico significativo che mi ha dato modo di sviluppare numerosi paralleli con la situazione attuale del nostro Continente. I personaggi sono sempre loro, come maschere della commedia dell’arte, Moreno (Marco Giallini), Giuseppe (Gianmarco Tognazzi) e Renatino (Edoardo Leo) incarnano la tipologia “sordiana” del cialtrone mascalzone ma dal cuore buono che punta alla svolta economica ed è scansafatiche, pressapochista e un po’ vigliacco. Quest’anno, visto che Sebastiano (Alessandro Gassmann) e Massimo (Carlo Buccirosso) sono finiti in galera, c’è l’ingresso di un nuovo elemento della banda: Claudio (Giampaolo Morelli), che cerca il riscatto sociale dopo anni di fallimenti e frustrazioni. Il suo è un personaggio-chiave, un professore che grazie alla sua conoscenza della storia del XX secolo saprà fare orientare i nostri in quell’Italia del ’43 dove nasceva la linea gotica e ci si sparava tra le montagne. I continui battibecchi tra il suo personaggio e quello di Giallini creano un clima comico di conflitto tra loro che centellinato nel corso della nostra storia darà i suoi frutti con la nascita di una grande amicizia. Con gioia sono tornato a lavorare con Carolina Crescentini, che interpreta l’affascinante Adele, nonna di Moreno, ancora giovane e rivoluzionaria durante la Seconda Guerra Mondiale. Io sarò da supporto ai nostri anti-eroi grazie all’aiuto di Lorella (Giulia Bevilacqua), aitante, bella e intraprendente.
Non mi sono fatto mancare niente in questa nota pagina della storia italiana. Incontreremo Sandro Pertini, interpretato dal mio amico Rolando Ravello, che dall’appennino tosco-emiliano ordisce un piano per combattere i fascisti, poi avremo a che fare col Duce in persona (Duccio Camerini) che palesa le sue debolezze di fronte a un Italia che non riconosce più e che gli è ormai sfuggita di mano.
Abbiamo ricostruito l’episodio della fuga di Mussolini da Campo Imperatore ma l’abbiamo
reinterpretata con l’innesto dei nostri cialtroni che cercano di sfruttarlo per fuggire a loro volta. Ci ritroveremo insieme a un manipolo di fascisti capitanati da un littorio Massimiliano Vado, di fronte al Re Vittorio Emanuele, parleremo al telefono con Adolf Hitler in persona, anticiperemo di 10 giorni le quattro giornate di Napoli. Tutte occasioni meravigliose per raccontare un po’ come la pensiamo su quella parte così drammatica di storia italiana. Nel cast c’è un ritorno speciale, quello di Ilenia Pastorelli che, come già nel primo film della trilogia, interpreta la torbida Sabrina. Ho amato tanto lavorare alla scena finale dove tutti i personaggi, capitanati da Renatino, sono impegnati in una sparatoria senza quartiere contro i Nazisti. Con l’occasione rivedremo alcuni personaggi del primo film che approdano nel passato direttamente dagli anni ’80. Tanti giorni di riprese sulla spiaggia per quella scena spettacolare e divertente che non dimenticherò mai per la difficoltà di realizzazione e per il divertimento che ci ha regalato. Nel cast quest’anno ho una gustosa chicca: la mia amica Tosca mi ha regalato un cameo interpretando una collaborazionista francese che canta in una locanda per l’esercito tedesco. Bella, intensa e bravissima come al solito, ci ha incantato con una versione in francese di Lili Marleen.
Questi quattro anni di duro lavoro per questa saga volgono così al termine con l’episodio di chiusura che ha stavolta toni più intensi e rispettosi per via della tematica dolorosa che abbiamo affrontato.
Sento anche che questo film rappresenta per me il rasoio di Occam del mio percorso. Il Mondo sta cambiando, le persone stanno prendendo nuove strade e il cinema di conseguenza si adegua al flusso.
Io ho superato da poco i 50 anni ed è arrivato il momento di andare a perlustrare percorsi diversi della commedia per cercare soluzioni più adatte a quel che sono diventato crescendo. Sono felice di congedarmi da questa avventura con la grande soddisfazione di aver affrontato il percorso ancora una volta con la IIF di Fulvio e Federica Lucisano, con RAI CINEMA e 01 e con un gruppo di attori che sono anche miei amici nella vita e con cui è da sempre un piacere condividere il divertimento ed il lavoro. Un pensiero sentito e speciale va alla mia squadra di sceneggiatori, Alessandro Aronadio, Andrea Bassi e Renato Sannio che hanno scritto insieme a me questo film durante i giorni difficili della pandemia. E’ stata molto dura ma ce l’abbiamo fatta e adesso le nostre idee sono diventate un film di cui andare fieri.

Massimiliano Bruno