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Note di regia di "Power of Rome"


Note di regia di
Questo film è un prototipo, con una grande ambizione: combinare il documentario con l’impianto, la forma e la drammaturgia del cinema. La successione stratificata dei poteri fornisce la mappa solida ed esatta del racconto di Power of Rome. All’interno di questa mappa cronologica, tre piani narrativi si alternano costantemente. Quello del racconto di Roma, affidato alle immagini e al voice over del nostro host Edoardo Leo. Quello della Roma vissuta, percorsa, attraversata fisicamente da Edoardo. Quello del metacinema, le riprese di un film sulla storia di Roma nel quale il nostro protagonista, Edoardo Leo, recita una parte fondamentale, quella di Giulio Cesare. L’alternanza ritmica costante di questi 3 piani consente allo spettatore di affezionarsi alla missione del protagonista: tentare un ultimo breve ma profondissimo viaggio nelle viscere di Roma per cogliere finalmente il segreto che l’ha resa fino a quel momento così inafferrabile. Roma, il potere, il dispositivo della seduzione, il sangue, la violenza, l’incanto, il sublime. I temi del film sono declinati ed evocati in ogni forma e con ogni intensità. E se approfittiamo dei momenti più leggeri per veicolare le informazioni meno semplici ma necessarie, approfittiamo dell’espediente cinematografico per produrre le immagini e le suggestioni più grandi. La macchina della propaganda, da Augusto in poi, si serve dell’Arte in ogni sua forma per incantare, inventare storie e renderle miti fondanti del sogno di Roma. Il cinema è il corrispettivo contemporaneo di quell’incanto e diventa il meccanismo perfetto per liberare l’immaginario. L’unico capace di evocare immagini sempre inattese e originali nella mescola di reale e surreale, associando quelle contemporanee con le figure, i personaggi, i miti del passato che soprattutto a Roma affollano le strade.

Giovanni Troilo