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THE LAST RAVE - A Free Party Story


Il docufilm di Alessandro Ruggeri, prodotto dalla Sarastro Film di Andrea Scarcella e Andrea Pirri Ardizzone, attraverso interviste inedite ai protagonisti di oggi e di ieri, analizza l'impatto che il fenomeno dei rave ha avuto sulla società contemporanea. Il film ci immerge nel mondo dei free party, con un racconto che unisce le diverse esperienze di questo grande movimento giovanile.


THE LAST RAVE - A Free Party Story
The Last Rave
Un movimento artistico e culturale che urla a gran voce la voglia di libertà: uscire fuori dagli schemi per avvicinarsi a chi è rimasto ai margini, senza chiedersi nulla delle storie o dei volti. Semplicemente unirsi per generare energia e trovare identità. La musica cresce e diventa onda, includendo un numero sempre più numeroso di giovani che vogliono smarcarsi dalle regole dei governi intenzionati a tenere tutto sotto controllo, anche il divertimento senza scopo di lucro.
Partendo dalla Gran Bretagna dei primi anni ’90, con uno sguardo sui club e sull’era cyberpunk, ed arrivando nell’Italia del primo decennio del nuovo millennio, Last Rave osserva il fenomeno da differenti punti di vista, da quello socio-politico a quello storico, analizza la sua affermazione in tutta Europa e segue le varie tappe della sua storia, dalla repressione da parte degli apparati legislativi e delle polizie europee fino al completo assorbimento nelle dinamiche della nuova società del consumo.

"The Last Rave" è un’ottima lente con cui osservare quello che probabilmente è stato uno tra i più importanti movimenti artistici nati in modo spontaneo nel Novecento. Tra le interviste dei protagonisti, i luoghi dei Festival e i primi piani sui volti di chi si abbandonava alla musica e alle vibrazioni di quegli eventi, "The Last Rave" riesce a regalare un bello spaccato del mondo dei free party. Con le parole del Professor Massimo Canevacci, insegnante di Antropologia culturale alla Sapienza di Roma, capaci di donare allo spettatore momenti di riflessione sul fenomeno e sulle sue sfumature sociali e scientifiche.

Il documentario è un buon lavoro. Le riprese e il montaggio riescono a catturare i colori e le sfumature del mondo dei rave, inquadrando bene anche gli aspetti politici, storici e culturali.
Sicuramente i free party hanno anche degli angoli bui. Forse per scendere ancora più nel profondo e guardare da vicino quel tipo di oscurità che ha spesso incontrato il pubblico dei festival, sarebbe stato ottimale ottenere una visione più ampia e completa grazie anche alle testimonianze di chi è stato spettatore di quegli eventi e non solo artisti e organizzatori.

La droga è un germe che spesso si insidia nei luoghi in cui si respira l’aria della rivoluzione. A volte la voglia di libertà scivola nell’esasperato bisogno di estremo. Quando c’è la necessità di spingersi oltre, le sostanze diventano purtroppo rampa di lancio. La droga cambia lo spirito e così è stato anche per il movimento dei festival. Nato con l’esigenza di essere treno per superare i limiti imposti dai governi, per vivere lo spirito di aggregazione senza secondi fini e deragliato a causa delle sostanze e delle dinamiche a loro connesse. Come dimostrato dall’esperienza della Fintech, gigantesco spazio industriale occupato dove fu organizzato un Festival terminato a causa dell’omicidio di un ragazzo.

"The Last Rave" riesce a stimolare la curiosità dello spettatore e spingerlo ad approfondire la conoscenza di un movimento artistico e culturale complesso, vivo e rivoluzionario.

21/04/2022, 07:53

Alessio Garzina