Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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BERLINALE 73 - Premio Kinèo a Giacomo Abbruzzese


A Giacomo Abbruzzese il Premio Kinéo e GCHR Movie for Humanity Award, il primo italiano nella storia di questo riconoscimento che gli è attribuito per Disco Boy, unico film italiano, e opera prima del regista, in concorso al 73° Festival Internazionale del Film di Berlino.


BERLINALE 73 - Premio Kinèo a Giacomo Abbruzzese
Giacomo Abbruzzese, regista di "Disco Boy"
Il Premio KINÉO e GCHR per i Diritti Umani è attribuito a Giacomo Abbruzzese per "Disco Boy" (coprodotto dalla società italiana Dugong Films con Francia, Belgio e Polonia) per aver fotografato una realtà di disagi, minacce, sfruttamento in una terra martoriata dove si intrecciano i destini dei protagonisti: protagonisti del film ma anche delle loro vite.

Aleksei (Franz Rogowski), bielorusso in fuga dal suo passato, raggiunge Parigi e si arruola nella Legione Straniera per ottenere il passaporto francese.
Nel delta del Niger, Jomo (l’esordiente Morr Ndiaye), giovane rivoluzionario, si batte contro le compagnie petrolifere che hanno devastato il suo villaggio. La sorella Udoka (Laëtitia Ky) sogna di fuggire, consapevole che ormai tutto è perduto.
I loro destini si intrecceranno, al di là dei confini, della vita e della morte.
Il Premio Kinéo, diretto da Rosetta Sannelli, presidente dell’Associazione Culturale Kinéo, che quest’anno ha compiuto i suoi primi 20 anni di celebrazioni alla Mostra del Cinema di Venezia, è stato istituito nel 2002 per iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il primo premio Kinéo per i diritti umani fu assegnato nel 2008 a Nathalie Portman per il suo sostegno concreto alla Fondazione di Jane Goodall, attiva nel diritto alla scolarizzazione delle bambine e delle giovani africane, lasciate indietro a favore dei maschi. Nel tempo il KINÉO MHA è stato attribuito al film Francesco del candidato all’Oscar Evgeny Afineevsky, a Katerine Waterston per il suo impegno, assieme a Jude Law, berso i più indigenti durante la pandemia. Lo scorso anno il riconoscimento è andato a Cinzia Angelini, regina dell’animazione a Hollywood, per il corto di animazione Mila e ancora a Evgeny Afineevsky per Freedom on Fire: Ukraines Fight for Freedom, a Faih Akim per Rheingold, a France Fisher, attivista, interprete di oltre venti serie e opere TV e oltre sessanta film. La ricordiamo per le superbe interpretazioni in due film premi Oscar: Titanic di James Cameron e The Unforgiven di Clint Eastwood.
Nell’ambito delle diverse categorie del cinema italiano, internazionale e dell’audiovisivo in generale, infatti, un particolare prestigio internazionale lo rivestono due riconoscimenti il Green&Blue Award in collaborazione con UNESCO, a difesa dell’Ambiente e il Movie for Humanity Award, assegnato ogni anno, nelle capitali del cinema in occasione dei massimi festival o eventi, a personalità artistiche internazionali, che si sono distinte attraverso il mezzo cinematografico nella tutela dei diritti umani a favore dei più deboli e in ogni parte del pianeta.
Da quest’anno è stata avviata una proficua e stabile collaborazione tra Kinéo e Global Campus of Human Rights, concretizzatasi nella realizzazione di un progetto speciale sostenuto e finanziato dal MIC.

21/02/2023, 17:58