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LA SPOSA NEL VENTO - Il tour parte da Orgosolo


LA SPOSA NEL VENTO - Il tour parte da Orgosolo
Dopo il grande successo dei pluripremiati “Il rosa nudo”, “Bullied to Death”, “Xavier” e “Histoire d’une larme”, il regista cagliaritano Giovanni Coda riparte con il suo nuovo film “La sposa nel vento” per il tour di presentazione nelle sale cinematografiche che toccherà una serie di tappe nell’isola, in Italia, in Europa e negli USA. L’opera chiude la sua trilogia dedicata alla violenza di genere, e vede la partecipazione prestigiosa nel cast dell’attrice Serra Yilmaz e dell’attore Lorenzo Balducci.

Il tour de “La sposa nel vento”, opera prodotta da Movie Factory, dopo l’anteprima internazionale nello scorso ottobre a Seattle (USA) al “Social Justice Film Festival&Institute”, quella nazionale a Cagliari, Milano e Rovigo e la partecipazione nei festival più prestigiosi del mondo, vedrà l’inaugurazione il 10 marzo a Orgosolo, all’Auditorium Comunale in Piazza Caduti, alle ore 18.30. Una tappa importante e splendida location e luogo di nascita della Beata Antonia Mesina, la giovane orgolese vittima dell’efferato omicidio avvenuto nel 1935 e beatificata nel 1987 da Giovanni Paolo II, che Coda ha voluto omaggiare in questa nuova pellicola insieme a tante altre storie di figure femminili a cui il regista si è ispirato per affrontare il tema morale del femminicidio e della violenza sulle donne. Interverrà oltre a Coda anche Mallena Mesina, pronipote di Antonia e consulente per i testi de Sos Attitos, presenti nel film.

IL TOUR

Dopo Orgosolo “La sposa nel vento” sarà il 14 marzo a Oristano al Cinema Ariston alle 20.15. Seguiranno quindi le altre tappe nell’isola a Nuoro, Sassari, Villanova Monteleone (SS), Quartu Sant’Elena, poi sul territorio nazionale sarà a Pisa il 30 marzo al Cinema Arsenale, a Roma nella sala cinematografica dello spazio polivalente Scena, quindi a Milano Torino, Firenze, Napoli. Il tour proseguirà nei primi di aprile oltre i confini nazionali ad Amsterdam al New Renaissance Film Festival e tra maggio e giugno il ritorno a Seattle negli USA, al Social Justice Film Festival, già sede dell’anteprima mondiale del film. Il tour è organizzato con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission.

I PREMI

A pochi mesi dalla sua première in Italia e all’estero “La sposa nel vento” ha già ottenuto numerosi premi in diversi festival internazionali. Tra questi, per citarne alcuni, Best Actress a Renata Manca (nel cast del film) al Festival Internazionale Palma di Maiorca; Best Director al Toronto Indie Film Festival; Best Documentary Feature Film al New York Tri-State International Film Festival; Best Director al Delta International Film Festival.

LA SPOSA NEL VENTO

“La sposa nel vento”, scritto e diretto da Giovanni Coda e prodotto da Movie Factory di Francesco Montini, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Quartu Sant’Elena, affronta il tema della violenza di genere, del sopruso e del femminicidio, e vede la partecipazione prestigiosa nel cast dell’attrice Serra Yilmaz e dell’attore Lorenzo Balducci, insieme a Giulia Vacca, Lele Mazzella, Renata Manca e Rachele Montis.

Da trent’anni attivo sul fronte del cinema e della fotografia sperimentale e di una militanza di genere, attraverso cui porta avanti storie e temi difficili dalla forte connotazione sociale, Coda affronta stavolta nella sua nuova opera cinematografica “La sposa nel vento” il tema morale del femminicidio e della violenza sulle donne. Una storia dura, potente, attuale e trasversale, che si ispira a tante storie di donne di culture e origini diverse unite da un messaggio di denuncia e allo stesso tempo di speranza. Tra loro sarà rappresentata anche la figura di Antonia Mesina, la giovane orgolese vittima dell’efferato omicidio avvenuto nel 1935 e beatificata nel 1987 da Giovanni Paolo II. Il film, girato tra novembre e dicembre 2021, chiude il ciclo artistico della trilogia che l’autore ha dedicato alla violenza di genere, dopo “Il rosa nudo” (2013), ispirato alla vita di Pierre Seel, deportato in un campo di concentramento all’età di 17 anni poiché schedato come omosessuale e “Bullied to death” (2015), lavoro di denuncia sociale che affronta una tematica particolarmente forte come quella del bullismo omofobico, nello specifico il cyberbullismo. Opere che hanno ottenuto tantissimi premi e un grande successo di critica e pubblico internazionale.

“La sposa nel vento” è un lungometraggio di 80 minuti, girato fra esterni e interni, il cui arco temporale si sviluppa in un periodo che copre tutto il Novecento, per provare a raccontare in che modo, soprattutto nell’ultimo secolo, questa piaga sociale violenta sia uscita dalle tenebre e dai silenzi delle vittime, trovando oggi, finalmente, una voce e una risonanza mediatica, che però non sembrano poterne fermare l’intensità e la frequenza. Tra fiction, interviste, testimonianze, linguaggi diversi, le donne protagoniste de “La sposa nel vento” si incontreranno per ridare vita, ma soprattutto voce e corpo, alla lotta per l’affermazione, per il diritto di espressione, per la loro vita stessa. Soprattutto all’interno di una comunità simbolica come quella sarda, dove la donna è il fulcro della società, ma anche la vittima di stragi indicibili consumate tra le mura domestiche, impotenti di fronte alla sopraffazione e all’ignoranza nel senso più lato. Storie di donne che restituiscono insieme una storia emblematica sulla “violenza di genere”. Musiche di Max Fuschetto, Arnaldo Pontis, Andrea Andrillo, Irma Toudjian, Matteo Casula, Veronica Maccioni, Ottavio Farci, Marco Rosano, Cosimo Morleo.

Così è la sinossi: “Un gruppo di artiste organizza una giornata del ricordo dedicata a tutte le donne vittime di violenza. Attraverso una serie di performance si dà vita ad un racconto collettivo, anche personale, sulle proprie vite, sulle vite altrui, tra passato, presente e futuro. Tra una memoria e l’altra i ricordi di un bambino rievocano atroci sofferenze che si intrecciano con i fili della speranza”.

Un nuovo racconto di discriminazione e violenza scritto e diretto dal regista cagliaritano, costruito con un linguaggio più diretto e con la poetica che da sempre contraddistingue Coda, autore sardo tra i più premiati per i suoi film nei festival più prestigiosi del mondo.

La violenza di genere che si manifesta in forme diverse, in contesti geografici, culturali ed economici differenti, ma è animata sempre dal mantenimento dello squilibrio di potere tra i generi nella società, e dal rifiuto delle donne a una cieca subordinazione: un affronto da punire, una condanna all’oblio, alla morte.

Grazie al potere del cinema e della sua dirompente forza comunicativa attraverso quest’opera sul grande schermo Giovanni Coda vuole mettere in risalto, nel modo che gli è più consono, contro le discriminazioni e le violenze per ogni tipologia e provenienza, perché, aggiunge: <>.

08/03/2023, 08:51