Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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BERGAMO FILM MEETING 41 - "Minks"


BERGAMO FILM MEETING 41 -
Il quarto film della mostra concorso della 41.ma edizione del Bergamo Film Meeting è “Minks” del regista russo Boris Guts, basato su fatti realmente accaduti.

Pasha e Yulia sono una giovane coppia appena sposata con un mutuo da pagare e tanti sogni nel cassetto, fra cui quello di costruirsi una famiglia. É il 9 agosto 2020 e Alexander Lukashenko viene eletto per la sesta volta consecutiva. La rivoluzione irrompe nella vita della giovane coppia che dovrà vedersela con la Riot Police Bielorussa, che agisce con metodi ortodossi e violenti. Sempre in bilico fra dramma familiare e dramma sociale, il film si interroga e ci interroga su uno dei momenti cardine della storia di un popolo. Lo fa con una sceneggiatura lontana da sentimentalismi e prudenziali censure di immagini, con una fotografia che riflette e rispecchia il clima di terrore fisico e psicologico che si respira durante quasi tutto il film.

Il cineasta evidenzia da un lato il crollo di una utopia sociale fatta di sogni e speranze e dall’altro l’importanza di ripartire dalla famiglia, proprio come ci viene mostrato nella scena iniziale. Pasha e Yulia attraversano momenti d’amore e momenti di terrore in mezzo a una sommossa che sembra non avere cedimenti o stanchezza. Mentre la politica di repressione rievoca le pagine più oscure del passato.

Guts non fa sconti e nessuno e mostra i metodi repressivi di Lukashenko allo scoppio delle proteste della popolazione. Scale, corridoi, urla, interrogatori in un crescendo di tensione che i due giovani, dopo due coccole sotto le coperte, si trovano a dover affrontare loro malgrado. Con scelta coraggiosa, il film è girato in una unica ripresa dall’inizio alla fine (piano sequenza) che,se da un lato toglie l’immagine del mondo esterno, dall’altro ha il pregio di catapultare lo spettatore negli occhi, nella testa e nelle paure dei due protagonisti.

Sicuramente non verrà distribuito in Russia, “never” come evidenzia il regista collegato in streaming. “Inizialmente, si voleva girare il film in Russia, dopo circa 8 mesi di reparazione, ma ci è stato vietato per “propaganda estremista”. Abbiamo quindi deciso di girare in Estonia a Tallinn e le riprese sono durate sei giorni e tre notti. Questo film è stato il più impegnativo per me. Uno spaccato di vita senza tagli di montaggio.”

15/03/2023, 08:25

Luca Corbellini