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UN MARE DI PORTI LONTANI - Il 22 aprile proiezione
allo Spazio Alfieri di Firenze


UN MARE DI PORTI LONTANI - Il 22 aprile proiezione allo Spazio Alfieri di Firenze
"Un mare di porti lontani", omaggio di verità a chi tende le mani ai naufraghi del Mediterraneo, è il potente film documentario di Marco Daffra che verrà presentato lunedì 22 aprile 2024 allo Spazio Alfieri di Firenze. La proiezione, alla presenza del regista, si terrà alle 19.30. Introduce il giornalista Gabriele Rizza.

Il film, che come ha scritto Avvenire “smentisce i luoghi comuni sulle navi umanitarie”, presenta le testimonianze di capitani, marinai, medici, infermieri, macchinisti, interpreti e mediatori culturali; tra le più intense, quelle del dottore Pietro Bartolo, “il medico di Lampedusa” che visitò 350mila sbarcati in 30 anni, e di Padre Bernardo Gianni, Abate di San Miniato a Monte.

Nel corso del 2023 Marco Daffra e la sua cinepresa hanno navigato da Carrara a Siracusa per più di mille chilometri sulla nave Open Arms. Il regista è poi volato in ricognizione di naufraghi con i Pilotes Volontaires ed è infine sbarcato a Lampedusa, centro nevralgico degli sbarchi di migranti, dove ha raccolto le sue tante interviste.

Tra le altre, spiccano quelle del dottor Pietro Bartolo, “il medico di Lampedusa” e eurodeputato, e quella di Padre Bernardo Gianni, Abate di San Miniato a Monte.

Dice Bartolo, che visitò 350mila sbarcati a Lampedusa: “Si parla ancora di “emergenza sbarchi” quando invece da decenni c’è un fenomeno strutturale. Hanno criminalizzato i migranti. Dicono: sono alieni, vengono a rubare il lavoro, c'è l'invasione, portano malattie. Hanno propagato “un'informazione tossica” che diffonde pregiudizio e rancore. Dicono questo perché non hanno mai visto negli occhi il terrore di queste persone. Allora bisogna fare una contro narrazione, raccontare la verità.”

“San Bernardo di Chiaravalle – osserva Padre Bernardo Gianni nel film - diceva che la misura dell'amore è non avere misura. E così sento di poter dire su un altro versante analogo all'amore, la misura del salvare è non aver misura. Qualsiasi legge, disciplina, regolamento che intenda contenere questo impeto del cuore che fa grandi le persone che si dedicano al salvataggio di vite altrui (….) è davvero un attentato alla dignità.”

L’azione umanitaria è ora ostacolata da leggi e ingiunzioni perentorie che impongono alle navi umanitarie “porti lontani” anche oltre mille chilometri e molti giorni di navigazione - ulteriori giorni in mare che gli scampati, già stremati e in cattive condizioni sanitarie e psicologiche, devono subire, spesso nel maltempo.

La “politica dei porti lontani” è aggravata dalla proibizione di soccorsi plurimi, da processi, multe, blocchi delle navi in porto, e da sanzioni draconiane e spesso illegittime contro gli equipaggi delle navi umanitarie. Questa politica ha sottratto al soccorso più di 300 giornate-nave nel solo 2023. Quante vite avrebbero potuto essere salvate, se invece le navi umanitarie fossero rimaste operative a Sud dell’Italia, là dove sono più necessarie?

19/04/2024, 17:17