Note di regia di "Piena di Grazia"
La sfida più grande nel girare questo progetto è stata astenersi dal giudizio. Abbiamo cercato di raccontare la storia dei protagonisti senza prendere una posizione, esporre morali o tesi. Questo film è nelle mani dello spettatore che deciderà cosa pensare. Mi sono immersa in questo mondo magico fatto di contrasti man mano che giravamo il film e, al montaggio, abbiamo cercato di restituire questo avvicinamento graduale ai temi affrontati. Il profondo senso religioso che ho incontrato a Palmi è qualcosa di molto distante da me, soprattutto per quanto riguarda i dogmi sulla figura femminile. Allo stesso tempo però ho provato ammirazione per la capacità di conservare una tradizione antichissima, riuscendo al contempo a mantenerla viva nell’anima delle persone. Mi sono approcciata ai personaggi del film con questi sentimenti contrastanti, cercando di rimanere aperta e lasciarmi guidare da loro, ma anche ponendo domande dal mio punto di vista esterno per stimolare delle riflessioni. Al centro del documentario c’è anche una precisa ricerca estetica. Il progetto nasce dalla volontà di raccontare la festa della Varia come una fiaba, per questo abbiamo cercato di creare un look organico, che richiamasse la pellicola.
Andree Lucini14/01/2025, 10:02