L'ULTIMO SPETTACOLO - Morabito: "Un futuro senza animali nei circhi"
Con le anteprime di martedì 1 aprile 2025 al cinema Beltrade di Milano e di mercoledì 2 all'Adriano di Roma inizia il percorso nelle sale del documentario "
L'Ultimo Spettacolo" di
Andrea Morabito, prodotto dalla LAV per denunciare la condizione degli animali costretti a lavorare nei circhi italiani. "
A poche ore dalla prima, posso solo sperare che ci sia un nutrito gruppo di persone a seguirla...", confida Morabito.
Come e perché è nato questo progetto?
Il progetto è nato perché dal 2020, da quando ho iniziato a lavorare per la LAV come regista e giornalista, ho conosciuto gli animali che vengono ospitati nel santuario in Toscana, l'ossatura del documentario sono le loro storie. L'idea è stata quella di lanciarlo in un anno in cui si discute di abbandonare per sempre l'idea di avere animali nei circhi: la nostra richiesta al Governo è quella di mettere l'ultima firma a una legge apposita.
Ora lo portate al cinema: la sala è ancora uno strumento utile?
Vogliamo permettere alle persone di concentrarsi per 75 minuti su un tema importante, solitamente con i social è impossibile, servono pochi secondi per raccontare un fenomeno. Al cinema c'è la possibilità di usare uno strumento che è il cuore pulsante delle emozioni umane, il cinema è il posto giusto.
Avete avuto a disposizione molte immagini di repertorio.
Abbiamo avuto la fortuna di averne tantissime, era come se ci fosse stato un riflettore sempre puntato su di loro negli anni. Ciò che vorremmo per tutti gli animali è quello che è successo agli animali salvati dal circo Martin, ce ne sono ancora troppi al lavoro. Questo film ha una forte impronta di attivismo.
Esiste quindi ancora un pubblico da convincere che gli animali nei circhi non dovrebbero lavorare?
Purtroppo sì: se ci sono ancora oggi animali nei circhi vuol dire che c'è un pubblico da convincere, anche perché questi animali hanno costi elevati e ci avrebbero già rinunciato. Per fortuna la tendenza è già quella di abbandonare i numeri con gli animali, al di là della legge, ma c'è ancora un pubblico affezionato da convincere, solo perché si è sempre fatto così, non vuole dire che bisogna continuare.
Di che numeri stiamo parlando?
Sono circa 2000 gli animali rimasti, è un numero ancora alto (anche se fosse solo uno sarebbe un numero troppo alto!) ma in riduzione rispetto al passato. Basti pensare ai circhi di 15/20 anni fa, che avevano magari anche cinque o sei elefanti l'uno, oggi è impensabile. E' un fenomeno in decrescita automatica, ma la firma del ministro Giuli aiuterebbe a dare uno stop definitivo.
Anche perché i circhi senza animali esistono e vanno benissimo.
Esatto, qualche immagine c'è nel documentario, ma è un mondo talmente tanto grande e bello che meriterebbe un progetto a parte. Ci sono esempi di circhi sociali, come sostegno a persone con fragilità, c'è il circo Corsaro a Scampia...
Una cosa importante che ci viene spesso rimproverata è quella di volere mandare sul lastrico le famiglie dei circensi: ovviamente l'obiettivo non è quello, ma convertire il loro lavoro a progetti senza animali.
01/04/2025, 08:28
Carlo Griseri