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I Viaggi Di Roby
Vittorio Mezzogiorno

16/12/1941
Cercola (NA), Italia

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Vittorio Mezzogiorno


Filmografia dal 2000:
2009 » doc Negli Occhi: partecipazione

Biografia:
Ultimo di sette fratelli, è nato a Cercola, dove i genitori si erano trasferiti temporaneamente dal capoluogo campano. Tornato a Napoli, vi compie con impegno gli studi classici. Studente modello del liceo Umberto, sognava di diventare campione del ring. La boxe: una passione che lo accompagnerà per tutta la vita. Nella Napoli tra Riviera di Chiaia e viale Regina Elena, studia di giorno mentre la notte di nascosto dai genitori tra una scorribanda e l’altra entra in contatto con ogni emarginazione o rischio della città. Una doppia vita che non gli precluse una laurea in legge. Ma intanto un fratello maggiore, Vincenzo, con velleità da regista lo istruiva nei panni di Caronte, in una scenografia di sedie accatastate. A diciotto anni, si iscrisse all'Università, frequentò Medicina per un anno, poi passò a Giurisprudenza. Nel periodo universitario, per pura curiosità intellettuale, fa le sue prime esperienze di palcoscenico con il Teatro S, recitando in lavori di Beckett e Jonesco. Per impostare la voce e perfezionare la propria dizione, doveva approfittare delle ore di studio. Per interminabili pomeriggi e anni accademici, la famiglia lo udì declamare drammaticamente lunghi capitoli di storia del Diritto e sequele di commi del Codice Penale. Solo più tardi, dopo aver recitato per due intere stagioni (1966/67, 1967/68) nella compagnia di Eduardo De Filippo, e dopo essersi laureato, finirà per riconoscere la propria vocazione di attore. Nel 1969 incontra l'attrice Cecilia Sacchi, recitavano assieme in Le donne di Aristofane, nel Teatro Greco di Segesta in Sicilia. Con Cecilia si stabilisce un rapporto personale saldissimo coronato con il matrimonio, il 14 ottobre 1972, e la nascita di Giovanna, il 9 novembre 1974.
Trasferitosi a Roma, per qualche tempo si dedica ancora al teatro; sarà in compagnia con i fratelli Giuffrè e Lauretta Masiero, poi con Gianni Santuccio, Gianrico Tedeschi e Mario Scaccia, in cooperativa con Flavio Bucci, Stefano Satta-Flores, Cristiano Censi e Isabella Del Bianco. Nel 1971 debutta in televisione, accanto a Michele Placido, in Indagine su una rapina con la regia di Gian Pietro Calasso, e con il film Cecilia - Storia di una comune anarchica di Jean Louis Comolli, nel 1975, debutta al cinema. Prenderà parte ad importanti e fortunati sceneggiati televisivi, tra i quali: Il picciotto di Alberto Negrin, Il Marsigliese di Giacomo Battiato, L’Amaro caso della baronessa di Carini di Daniele D’Anza, Una spia del regime di Alberto Negrin, Martin Eden di Giacomo Battiato, Io e il Duce film-tv diretto da Alberto Negrin con un grande cast internazionale da Anthony Hopkins a Susan Sarandon, …E la vita continua di Dino Risi, nel 1990-'92 riscuote una grande popolarità nelle due serie de La Piovra 5 e 6 diretta da Luigi Perelli. Al cinema ha interpretato vari film di azione come Milano violenta di Mario Caiano, La polizia è sconfitta di Domenico Paolella, Speed Cross di Stelvio Massi. Con Il Giocattolo di Giuliano Montaldo vince il suo primo Nastro d’Argento bissato due anni dopo con Tre fratelli di Francesco Rosi accanto a Michele Placido e Philippe Noiret. Lavora, tra gli altri, diretto da: Luigi Magni in Arrivano i bersaglieri, Nanni Loy in Café Express, Marco Tullio Giordana in La caduta degli angeli ribelli, Carlo Lizzani in La casa del tappeto giallo, Jean Jacqes Beneix in La lune dans le caniveau, Patrice Chéreau in L’Homme Blessé, Alfredo Arias in Fuegos, Robert Enrico e Richard T. Heffron in La Revolution Française, Daniel Schmid in Jenatsch e Zwischensaison, Marco Bellocchio in La condanna, Werner Herzog in Cerro Torre: Scream of Stone, Amos Gitai in Golem, l’esprit de l’exil. Dal 1984 al 1988 prende parte, nel ruolo di Arjuna, al grandioso e leggendario Mahabharata diretto da Peter Brook e adattato da Jean-Claude Carrière. Prima nella versione teatrale della durata di nove ore (edizione in lingua francese e inglese, un cast internazionale, un grande successo di critica e di pubblico, quattro anni di tournée intorno al mondo) poi nella versione televisiva di sei ore e cinematografica di tre ore, quest’ultima presentata come “evento speciale” alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 1989. I suoi ultimi lavori teatrali: Woyzeck di George Büchner con la regia di Mario Martone e Scena Madre di Arthur Schnitzler, regia di Alain Maratrat, accanto a sua moglie Cecilia Sacchi.
(ultima modifica: 30/07/2009)

Note:
Vittorio Mezzogiorno è morto a Milano il 7 gennaio 1994.