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IL PERMESSO - 48 ore per risolvere una vita


Nuovo film diretto da Claudio Amendola che segue le tracce di 4 carcerati in permesso premio. La ricerca di un passato di cui non riescono a liberarsi e che li porterà verso traguardi assai diversi. Con Luca Argentero, Claudio Amendola, Giacomo Ferrara, Valentina Bellè, Antonino Iuorio. Prodotto da Claudio Bonivento, al cinema da giovedì 30 marzo con Eagle Pictures


IL PERMESSO - 48 ore per risolvere una vita
Amendola, Bellè, Ferrara e Argentero, "Il permesso"
Un permesso di due giorni e le vite di quattro carcerati prendono strade inaspettate. Si incrociano nel film di Claudio Amendola, le vicende di Donato (Luca Argentero), Luigi (Claudio Amendola), Angelo (Giacomo Ferrara) e Rossana (Valentina Bellè), fuori dalla cella giusto il tempo di affrontare e, si spera, risolvere i problemi lasciati in sospeso.

Con un ritmo e una musica da western di Leone i quattro partono dal carcere di Civitavecchia e arrivano a Roma dove ad attendere ognuno c’è il passato, pericoloso a seconda dell’età: per Rossana è "solo" un problema familiare e di contrasto con la madre ricca e distratta; per Angelo sono i tre amici che provano a mettere in piedi una rapina che non promette nulla di buono; per Donato è la ricerca della moglie scomparsa dopo il suo arresto e finita in mano a un boss della malavita; per Luigi invece c’è da tirare le somme con Goran, ex amico e boss che ora minaccia senza alcun rispetto il figlio.

Amendola dirige "Il permesso. 48 ore fuori" pensando a un genere caro agli americani, immaginando una Roma simile a New York o Los Angeles e bande di delinquenti sempre pronte a metter su risse, rapine o combattimenti illegali di boxe. Fiumicino come Miami con malviventi laidi in barca sempre affamati di cibo e sesso.

La scelta di concentrare nel tempo i fatti porta a tirare su il ritmo degli eventi, finendo per creare personaggi, e non solo i principali, al limite e con in bocca sempre le parole giuste e specifiche per quel momento. Ma mentre lo stesso Amendola riesce a mantenere una espressività moderata, buona in ogni occasione per un malavitoso della sua taglia, Luca Argentero rischia di avere stessa voce e stesso sguardo in cerca di vendetta sia quando prende a pugni qualcuno sia quando prende un caffè.

Anche i due giovani, le cui storie saranno quelle ad avere un minimo di prospettiva, se la cavano diversamente: Giacomo Ferrara abbastanza bene nelle espressioni, meno nel parlato, Valentina Bellè con qualche esasperazione di troppo negli occhi a sottolineare il suo disagio di vivere.

"Il Permesso", con poche attenzioni e un livellamento in leggerezza delle interpretazioni, una colonna sonora meno protagonista e alcuni momenti di riflessione in più (ma il cinema italiano è spesso questo…) avrebbe potuto essere un buon film e un’operazione non nuova ma sicuramente interessante.

29/03/2017, 17:44

Stefano Amadio