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Note di regia del documentario "Il Confine"


Note di regia del documentario
Una scena del documentario "Il Confine"
"La situazione obbiettiva del nostro pianeta (aumento vertiginoso della popolazione mondiale, dramma ecologico, accumulo delle armi di sterminio di massa - capacità potenziali al genocidio - crisi del sistema economico sociale) impone attualmente, di stabilire un paziente lavoro di rammendo della specie umana.
Se saremo capaci di ciò, noi uomini della terra, dovremmo poi diventare capaci di avviarci verso un futuro più sorridente, non più dominato dalla misantropia ma dalla filantropia.
Mi rendo conto che quel che dico può destare sospetto. Infatti, ora che il mondo occidentale (al quale appartengo geograficamente) è in crisi e fa profferte di collaborazione, fa anche minacce.
Io cerco di vedere in un altro modo e di agire diversamente: forse sono un utopista.
Può succedere qualunque cosa. Ma per odiarci bene e per distruggerci bene, oppure per sopportarci bene o per collaborare bene, dovremmo comunque conoscerci bene
".
Sono parole scritte dal maestro Roberto Rossellini nel 1976 ("Islam"). Le ho prese in prestito, quando ho deciso di affrontare un percorso all’interno delle varie e diverse comunità mussulmane in una città del nord Italia come Milano.
Ho chiesto di entrare e fare parte di una giornata di preghiera, all’interno della moschea, mi hanno risposto di no, ho ripetuto la domanda molto tempo dopo e mi hanno detto ancora no, ho insistito chiarendo le intenzioni e mi hanno aperto le porte, controllandomi, e alla domanda del perché di quel controllo mi hanno risposto che mi stavano proteggendo.
A quella giornata ne sono seguite molto altre, e in una di queste un uomo mi dice delle cose parlando in arabo. Gli ho detto che non parlavo l’arabo e che ero italiano, mi ha sorriso ringraziando Allah.

Stefano Mordini