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Conferenza Stampa (Milano, 26/03/2008): Tutta la Vita Davanti


Conferenza Stampa (Milano, 26/03/2008): Tutta la Vita Davanti
Conferenza stampa affollata al Cinema Odeon di Milano per lanteprima di "Tutta la Vita Davanti", il nuovo film del regista livornese Paolo Virz (che firma il soggetto e la sceneggiatura insieme a Francesco Bruni) in uscita nelle sale venerd 28 aprile. Liberamente ispirato al libro Il Mondo Deve Sapere di Michela Murgia, edito da Isbn, il film affronta il tema caldissimo del precariato, la triste parabola dei numerosi giovani che, dopo aver ottenuto la laurea, magari in filosofia, come la bella e brava Marta (unefficacissima Isabella Ragonese) si trovano costretti ad addentrarsi nelluniverso quasi surreale dei call center o altri ameni non-luoghi. Il libro ci ha dato un aiuto essenziale alla costruzione narrativa del film esordisce Virz, simpaticamente fluviale, come al solito, nello spiegare tutti i retroscena della lavorazione. Avevamo qualche idea ma poi lesperienza di Michela, raccontata in presa diretta, ci ha convinto a ricalcare in parecchi snodi della storia ci che lei aveva vissuto: il lavoro senza garanzie in un call center, il balletto iniziale di auto convincimento che la coach fa fare alle dipendenti ogni mattina per motivarle a produrre e raggiungere il target, una certa organizzazione umana e burocratica del lavoro, e tanti altri aspetti. Io lo definirei un film allegramente apocalittico per quello che descrive. Al di l del lavoro interinale o sub umano dei call center a noi premeva dare anche uno spaccato di una certa contemporaneit urbana: la Roma che filmiamo popolata da gente un po strana, i centri commerciali sembrano collocati in una piazza di Zurigo e non alla Garbatella, il tessuto connettivo che teneva unite le persone, a cominciare dalla solidariet operaistica di un tempo, risulta completamente sparito. A trionfare, anche nei pi piccoli, il Grande Fratello. Sulla decisione di chiudere il film in maniera quasi nera Virz molto chiaro: Lo spirito tenebroso e nero del finale ci venuto in maniera spontanea. Anche se finisce con una nota di cauto ottimismo quattro donne che si ritrovano a mangiare pollo arrosto e patate parlandosi con il sorriso sulle labbra ci eravamo accorti che il timbro pessimistico si era conquistato molto spazio allinterno della storia. Ma in fondo mi piace pensare che, pur senza volerlo, ci siamo rifatti a film come LAppartamento di Billy Wilder, dove si descrive il protagonista come un poveretto stritolato da una dimensione impiegatizia anonima e meccanica. Oppure pensiamo alla fine che fa Gloria Swanson in Viale del tramonto. Diversamente dal solito, nel caso di Tutta la vita davanti, ho voluto essere pi presente con la macchina da presa. Ho girato con strani grandangoli, con movimenti di macchina tipici del musical e ho voluto affidare la direzione della fotografia a Nicola Pecorini, che lha curata, ad esempio, per Paura e Delirio a Las Vegas di Terry Gilliam. Con quella luce cos iperbolica e iperrealistica volevo rendere latmosfera di un surrealismo giocoso ma anche tragico. Credo di esserci riuscito.


Isabella Ragonese


Micaela Ramazzotti


Paolo Virz


27/03/2008, 09:00

Riccardo Lascialfari