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Note di regia del film "My Father - Rua Alguem, 5555"


Note di regia del film
La trasposizione di unopera letteraria in cinema sempre cosa ardua. Si discusso a lungo sullimpossibilit del romanzo a trasformarsi in film e sullinevitabile e violento riduzionismo che il linguaggio cinematografico, quando se ne appropria, esercita sulla materia letteraria. E in verit sono pochi gli esempi di adeguata restituzione dalla prima alla seconda forma narrativa, sebbene ci che conta in un film riuscire a evocare lo spirito dellopera letteraria di riferimento e non ricalcarne lintelaiatura compositiva e filologica. Ma in "Pap", il romanzo breve di Peter Schneider edito in Italia nel 1988, proprio la qualit del testo e la sua struttura, oltre allargomento trattato, a offrirsi naturalmente a una possibile traduzione cinematografica. Gi lapproccio creativo dei pi insoliti, e la genesi stessa del romanzo, infatti, frutto di una lucida, accorta manipolazione di altri testi. Un minimo di cronistoria pu spiegare meglio il perch. Nell'estate del 1985 il settimanale tedesco "Bunte Illustrierte" pubblic un reportage sulla vita e la (presunta) morte del criminale nazista Josef Mengele basato su informazioni fornite dal figlio Rolf Mengele, che mise a disposizione della rivista i manoscritti, le lettere e le fotografie del padre e rilasci un'intervista esclusiva in cui spiegava la storia del difficile rapporto con il padre e i particolari della visita che gli aveva fatto otto anni prima nel nascondiglio brasiliano.
Nella stesura del suo romanzo, Peter Schneider fece uso delle notizie e dei documenti resi pubblici dal reportage di "Bunte Illustrierte", rielabor letterariamente l'incontro padre-figlio e, grazie alla tecnica del montaggio, inser nella narrazione frasi ed espressioni tratte dai diari e dalle lettere di Mengele padre e dalle rivelazioni di Mengele figlio, evitando di nominare il nome Mengele nel testo o di segnalare le citazioni.
Come si pu facilmente intuire, il metodo con cui lo scrittore tedesco ha impostato il suo lavoro ha molto a che fare con il procedimento di messa in scena proprio dello strumento cinema: la libera elaborazione di dati reali o realistici per giungere a un nuovo disegno capace di scandagliare nel profondo, tra le pieghe/piaghe (anche personali) della realt di una vicenda collettiva. In
questo senso, quindi, nella sua necessaria autonomia, il film non pu che apparire come un'estensione naturale del romanzo ("la storia di un figlio che non era all'altezza della propria storia", secondo le parole dello stesso Schneider).
Rispetto al materiale letterario da cui trae origine, "My Father" compie alcune scelte nellimpianto narrativo articolando la vicenda secondo uninterpretazione pi oggettiva ma non alterando il nucleo centrale del romanzo di Schneider:il confronto di un uomo con il passato ancora recente del proprio paese rappresentato attraverso un conflitto generazionale. Ed proprio da questo punto di vista, quindi, che romanzo e film raccontano una storia non unicamente o non solo tedesca. Vale la pena ricordare come anche in Italia, appena qualche anno fa,
Franca Cavagnoli ha affrontato lo stesso tema con Una Pioggia Bruciante (Edizioni Frassinelli, 2000), un romanzo di formazione dove una ragazza di ventanni cerca la verit nel passato di suo padre e quando scopre che durante la guerra dAfrica lesercito italiano aveva usato bombe chimiche, qualcosa deflagra anche dentro di lei: suo padre, che negli anni Trenta era stato laggi come motorista dellaviazione, nella sua versione edulcorata dei fatti non le aveva raccontato nulla di quei bombardamenti.
Il tentativo di capire, dunque, prima ancora di giudicare ci che accomuna soggetti ed esperienze diverse appartenenti a quella che in Germania stata definita a partire dalla fine degli anni Settanta letteratura dei padri, un percorso in cui i figli hanno assunto il difficile compito di una appropriazione personale della
storia dei padri, scegliendo la letteratura come terreno privilegiato di confronto.

Egidio Eronico