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Festival di Roma 2008: I chiaroscuri della società
ne "Il Passato è una Terra Straniera"


Festival di Roma 2008: I chiaroscuri della società ne
"Il romanzo di Gianrico Carofiglio mi ha colpito da subito, perchè è un'opera moderna attenta ai chiaroscuri della società e mi ha trasmesso allo stesso tempo qualcosa di antico". Così Daniele Vicari ha motivato la scelta del libro "Il Passato è una Terra Straniera", dal quale ha tratto l'omonimo film, presentato in giornata alla 3. Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. "Mi interessava descrivere la ricerca dell'identità delle persone in questo momento storico sia dal punto di vista culturale che sociale", ha proseguito il regista, "Il mio non è un film di genere, anche perchè non amo stereotipare in un genere le pellicole. Il punto su cui focalizzarsi è se il racconto cinematografico produce senso o meno".

Elio Germano ha parlato del suo personaggio, che ha "decostruito" nel corso d'opera: "Ho dovuto non costruirmi un ruolo, ma decostruire via via il mio personaggio, cercando di scavare più che di edificare". Germano, protagonista del film nel ruolo di Giorgio, giovane borghese e studente modello che viene trascinato dall'incontro con Francesco verso un nuovo modo di vivere, fatto di trasgressione ed anticonformismo, ha continuato parlando della personalità che ha dovuto intepretare: "Giorgio intraprende un viaggio verso un mondo oscuro dove libererà la propria personalità. E' felice quando, invece, lo spettatore non condivide ciò che sta facendo. Ricerca delle necessità, anche estreme, per liberarsi dal conformismo".

L'altro protagonista del film, Michele Riondino, ha, invece, voluto soffermarsi sul "disagio dei due individui, apparentemente diversi, che alla fine vivono in simbiosi".

Per concludere, Vicari è tornato sul discorso censura, argomento presente quotidianamente in questa edizione del Festival, visto che anche il suo film, dopo "Un Gioco da Ragazze" ha avuto un veto, questa volta ai minori di 14 anni: "Considero l'istituto della censura una istituzione medioevale ipocrita e fallace. Se consideriamo la storia del cinema italiano, tutti i più bei film sono stati vietati... "

26/10/2008, 16:24

Simone Pinchiorri