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Note di regia del film "Le Barzellette"


Note di regia del film
Le barzellette appartengono a tutti. Ogni paese ha il suo genere di umorismo. Ogni dialetto si diverte a canzonare la realtŕ usando i suoi modi specifici. Ogni epoca della storia si puň raccontare con una storiella buffa. Ogni nostra debolezza umana č stata fotografata in maniera caustica da decine di barzellette che mettono a nudo il ridicolo della vita. Non solo. Tutti le raccontano. Studenti, avvocati, medici, mogli, carabinieri, camerieri, politici, commercianti, operai, giudici, i quali spargono ogni giorno, a macchia di leopardo, le nuove invenzioni dell’umorismo nazional popolare.
La barzelletta si racconta, si diffonde, si tramanda. Ma oltre al “popolo”, anche i grandi cervelloni del pianeta fanno a gara per stupire gli amici con aforismi e storielle buffe. Da Winston Churchill ad Albert Einstein, da Berlusconi a Umberto Eco, da Gillo Pontecorvo a Roman Polanski, il mondo dell’intellighenzia č sempre stato in prima linea nell’esercito dei barzellettieri. Il tutto, poi, finisce convogliato nelle migliaia di siti Internet che catalogano il sapere buffo dell’umanitŕ.
Siamo partiti da qui. Da questo fenomeno antico e planetario. Da questa voglia umana di ridere. E abbiamo realizzato un film “stra-comico”. Un film che concentra, nell’arco del suo racconto, diversi e molteplici aspetti della nostra quotidiana “funny life”. I bersagli sono a trecentosessanta gradi. Tutto č “barzellettabile”: l’amore, il sesso, l’amicizia, il matrimonio, il telefonino, il Paradiso, la morte, la storia.
In questo film si passa dalla Spagna dei toreri agli igloo esquimesi del Polo Nord, da Michelangelo che dipinge la volta della Cappella Sistina ad un teatro dell’ottocento. Si ride con la regina d’Inghiletrra e con Robin Hood. Ma anche con gli extraterrestri, con i coatti romani, con i napoletani, con i play boy della bassa romagnola, con i medici, gli avvocati, i tossici, i contadini, con i forzati delle vacanze, con i messicani, con i cannibali. E’ un umorismo talvolta realistico, altre volte surreale, un medley di stili e generi diversi, dalla commedia italiana ai Monthy Python, dal teatro dell’assurdo al varietŕ, fino al politically uncorrect.
Il film non č un collage di barzellette appiccicate alla rinfusa. C’č una storia, ad intreccio, che lega i personaggi della vita vera con quelli che sono i protagonisti delle barzellette.
La vita vera poi, diventa essa stessa barzelletta. E viceversa. Le barzellette finiscono per diventare realtŕ.
Insomma, attraverso una sofisticata “ronde” il testimone dell’umorismo popolare passa di mano in mano, creando una galleria di “mostri” del terzo millennio. Sono i nostri tanti attori i quali si trasformano a ritmo forsennato, dando vita a molteplici e strabilianti interpretazioni.

Carlo Vanzina e Enrico Vanzina