FilmdiPeso - Short Film Festival

"Come Dio Comanda" il nuovo film di Gabriele
Salvatores in sala dal 12 dicembre 2008


Con il suo nuovo lungometraggio Gabriele Salvatores d vita cinematografica ai personaggi dell'ultimo romanzo di Ammaniti con indiscussa maestria, ben coniugando la maturit e la coerenza di uno stile innovativo alle insite, toccanti e profonde, riflessioni metafisiche.


Dopo Io Non Ho Paura Gabriele Salvatores porta al cinema un altro romanzo di Niccol Ammaniti, lultimo uscito dellautore romano: stiamo parlando ovviamente di Come Dio Comanda, edito da Mondadori e vincitore del Premio Strega. Si tratta di una altra vicenda di personaggi alla deriva che vivono in una Italia dimenticata da Dio; in questo caso si narra dellamore tragico e oscuro tra un padre ed un figlio (Rino e Cristiano Zena) e della loro amicizia con Quattro Formaggi, un giovane uomo insano di mente che non mancher di fare definitivamente degenerare la storia con la sua pazzia che non solo condannabile ma forse semplicemente riassumibile nel suo essere uomo. Il film sar nelle sale dal 12 Dicembre.

Alla conferenza stampa di ieri seguita alla proiezione del lungometraggio erano presenti, oltre al regista, lo scrittore del romanzo e coautore della sceneggiatura, tutti gli attori protagonisti, il produttore Maurizio Totti, e Caterina DAmico di 01 Distribution.

I romanzi di Niccol, ha precisato Salvatores, sono generalmente visti come un racconto dellItalia contemporanea. Certo credo che sia vero, ma in realt le storie di Ammaniti mi piacciono perch superano la quotidianit e riescono a risultare anche molto antiche e ad assomigliare allo schema di certe tragedie di Shakespeare (da non dimenticare che il primo lungometraggio del regista poi premiato con lOscar per Mediterraneo Sogno di una Notte di Mezza Estate). Spesso infatti i protagonisti dei drammi di questo autore immortale si perdono su isole deserte, in lande desolate e-o nel mezzo di una tempesta proprio come i personaggi del mio film; poi escono trasformati dallesperienza. I personaggi di Come dio comanda sono tre disgraziati che hanno imboccato la cattiva strada, definitivamente soli ed alla ricerca di una identit, vittime del senso di disperazione che sempre pi spesso abita i nostri anni.

Filippo Timi ed Elio Germano hanno precisato quanto sia stato affascinante ed appagante interpretare un borderline. Il noto attore, attualmente nei cinema come protagonista dellultimo film di Daniele Vicari, ha aggiunto che, a suo avviso, il personaggio di Quattro Formaggi il pi bello che gli sia capitato di interpretare, e tutte le figure principali del nuovo film di Salvatores sono importanti perch sono totali, nel senso che si confrontano con cose grandi che non hanno un tempo, con il senso stesso di stare al mondo.
I giovani, bravi e ben diretti, attori Angelica Leo ed Alvaro Caleca hanno raccontato il difficile ma liberatorio percorso di entrare nei ruoli che hanno interpretato.

Maurizio Totti e Caterina DAmico si sono rivelati fieri del loro coraggio di uscire a Natale, nella speranza che il pubblico non abbia voglia di vedere solo film natalizi. Dopo questa affermazione a maggior ragione non si pu che offrire loro tutti i pi sentiti in bocca al lupo del caso.

Non ho pensato a personaggi centrali di donne nel romanzo e poi nella sceneggiatura, ha precisato Niccol Ammaniti, perch trovo che la mancanza di tenerezza femminile sia fondamentale alla degenerazione del rapporto tra Rino e Cristiano. Per fare in modo di concentrare il film su questo legame tra padre e figlio ho rinunciato nella stesura del copione anche a diverse altre figure presenti nel romanzo".

Mi piaceva lambientazione al nord, ha continuato il regista, perch opposta a quella di Io non ho paura. In quel caso c una atmosfera calda ma i rapporti tra i personaggi sono finti, falsi e ipocriti. In Come Dio Comanda invece i protagonisti sono caldissimi e autentici nel loro modo di confrontarsi.

Il finale stesso del film diverso da quello del libro omonimo, pi chiuso mentre nel romanzo rimaneva aperto; dice dellinvariata solitudine mentale di Rino e Cristiano che, pur ritrovandosi, ancora faticano a capirsi davvero e a rimanere immuni dal dolore che scaturisce da questa consapevolezza.
Il film di Gabriele Salvatores, oltre a rivelare il suo stile maturo ed anche innovatore, si rivela una lucida riflessione sulla vita contemporanea. La scena del dialogo del padre al funerale di sua figlia a questo proposito estremamente esemplificativa. Luomo, in un umano e disperato dialogo con se stesso e con la folla nella chiesa, si chiede dovera Dio mentre sua figlia veniva uccisa e violentata in un modo orribile, ed il suo grido di dolore rimane senza risposta. Il Dio del film di Salvatores infatti rimane impassibile, non risponde e non comanda assolutamente niente. Il grido di dolore del genitore di Fabiana pare essere lo stesso del regista in quanto essere umano, che ricerca un padre e le sue direttive ma non scorge niente allorizzonte e si ritrova solo in una landa desolata. Questa tragica e di certo cinica consapevolezza profondamente alla base dei nostri tempi (e delle generali e comuni intuizioni dei cineasti, si notino per esempio a questo proposito le dichiarazioni di Vito Vinci sul suo film attualmente nelle sale Le Cose in Te Nascoste) e non pu che suonare estremamente pura, struggente e particolarmente toccante oltre che di grande drammaticit: a proposito si potrebbe entrare in un discorso davvero complesso anche perch ricco di svariate sfaccettature e di tutte le considerazioni o i punti di vista del caso.
Forse la scelta di girare il film con piani sequenza, senza story board e quindi senza inquadrature precise definite in fase di preparazione, per poi interromperli ed incrociarli in montaggio, pu risultare straniante, ma lindubbia maestria e coerenza con cui Gabriele Salvatores porta in immagini il romanzo di Ammaniti permette allo spettatore di assistere ad una esperienza in grado di riportarlo a contatto con il cinema vero, lopera di un grande cineasta non a caso gi premiato con lOscar. Come Dio Comanda infatti non manca di rimanere impresso nel profondo lasciando immagini forti, suggestioni possenti, e riflessioni tanto gravose quanto autentiche. Pu risultare davvero difficile chiedere di pi al potere espressivo di un regista.

03/12/2008, 10:09

Giovanni Galletta