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Note di regia del documentario "Operai"


Note di regia del documentario
Per raccontare gli operai

2002
Iniziammo a cercare storie in fabbrica nell’estate del 2002. Incontrammo Angela, che lavorava alla Embraco di Riva di Chieri , a sud di Torino. Una fabbrica “generazionale” dove si producevano motocompressori per refrigeratori che nel 2003 aveva 1270 dipendenti, 500 dei quali erano donne. Era una fabbrica che stava morendo: nel ’97 i dipendenti erano 2200, molti giovani con contratti atipici; nel 2003 il 70% dell’area di fabbrica di Chieri era vuota.
Gli incentivi a licenziarsi avevano raggiunto i 16.000 euro, lo stipendio medio non superava gli 800 euro: molti operai scelsero di andarsene sperando di aprirsi un’attivitŕ in proprio.
L’Embraco ci sembrava la prova generale per quello che sarebbe successo a molte industrie metalmeccaniche del Nord.
Scrivemmo un progetto di docufiction, cominciammo le riprese, montammo un demo, le principali reti tv nazionali lessero, videro e apprezzarono, ma ritennero gli operai un po’ fuori moda, e cosě ci trovammo ad essere tra gli autori di un’altra docufiction per la Rai: protagonista Adriano Pappalardo. Nel frattempo continuavamo a girare la vita di Angela, per tornare alla carica l’autunno successivo. Ma gli operai erano ancora demodč, quindi la Rai produsse una nuova docufiction, questa volta su Pupo. A quel punto avremmo dovuto capire che forse erano i cantanti pop di serie B ad essere di moda e che era inutile continuare a raccontare le nostre storie di operai. Ma eravamo arrivati solo “troppo presto” abbiamo proseguito.

2005
Cosě nel 2005 abbiamo prodotto un nuovo pilota per una serie tv in cui la finzione si fondesse con il documentario: nasce “Factory, la classe operaia va in onda”, storia di una giovane filmmaker e dei suoi amici in crisi sentimentale/esistenziale alle prese con la realtŕ della fabbrica. Due attrici (Alba Rohrwacher e Federica Flavoni) e un attore (Leonardo Maddalena) interpretavano la filmmaker, il suo fidanzato e l’amica pr. Veri operai e operaie di una fabbrica metalmeccanica dell’hinterland torinese interpretavano se stessi. Il pilota piaceva, ma suscitava dubbi la commistione vero/falso, un linguaggio troppo sofisticato anche per un pubblico di nicchia come quello della allora neonata Fox Life o per La7.

2007
E’ stato solo due anni dopo che, vedendo quel pilota, a Rai Tre decisero che era il momento di produrre un documentario sugli operai, raccontati come in un film, con le loro fragilitŕ, spesso senza bandiere, con i loro amori e desideri. La morte non era diventato ancora il devastante amplificatore per il rinnovato interesse dei media e dell’opinione pubblica sulla “questione operaia”.
E’ cosě che nasce "Operai". Nella primavera del 2007 cominciamo il casting sul territorio torinese che conoscevamo bene. La nostra idea di base era costruire un film documentario in due puntate da un’ora, ma alla fine la Rai era in grado di finanziare solo documentari da 50 minuti. E cosě scegliemmo due delle quattro storie che stavamo filmando: la prigionieri di una forte “persistenza del desiderio” e pensando che forse storia di Nadia e quella di Massimo.
Con il sostegno del Piemonte Doc Film Fund – Fondo regionale per il documentario e con il Patrocinio della Cittŕ di Torino abbiamo completato "Operai" nella versione da 50’, in onda il 26 giugno 2008 su Rai tre, in DOC3. Entro la fine del 2008 č previsto il completamento della versione lungometraggio da 90’ di "Operai", con le storie di 4 protagonisti.

6 DICEMBRE 2007
Mentre eravamo al mixaggio del documentario "Operai" nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 avvenne la tragedia alla linea 5 della ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni di Torino.
Carlo - l’operaio che stavamo filmando dalla primavera precedente e che č uno dei quattro protagonisti della versione lunga di "Operai" - quella notte non era di turno perché aveva smontato nel pomeriggio.
Carlo era stravolto, noi con lui. La morte era entrata a spezzare la sua vita, e noi c’eravamo trovati a documentarla.

2008
La storia di Carlo č diventata necessariamente il film documentario "Thyssenkrupp Blues" evento speciale nella sezione Orizzonti alla 65. Mostra del Cinema di Venezia.

Monica Repetto e Pietro Balla