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Le contraddizioni della vita descritte da
Fabio Bonifacci in "Diverso da Chi?"


Per la sua indubbia riuscita generale e per la tematica spiazza tabù trattata, in grado di risvegliarci e di ricordarci chi siamo davvero, “Diverso da Chi?” è un film da non perdere.


Le contraddizioni della vita descritte da Fabio Bonifacci in
“Diverso da Chi?”, il nuovo film prodotto da Cattleya, scritto da Fabio Bonifacci e diretto da Umberto Carteni, uscirà venerdì nei principi capoluoghi ma anche in provincia con circa 300 copie.

“L’idea da cui sono partito”, ha esordito Fabio Bonifacci di fronte al pubblico di giornalisti presenti nella sala più grande del Cinema Adriano dopo la proiezione, “era quella di un ribaltamento dei concetti di normalità. Mi divertiva l’idea di un gay che si riconosce attratto da una donna, di una persona che si trova quindi a gestire una emozione contrastante a quelle inerenti i suoi valori”.
A una domanda sicuramente discutibile che tendeva a fare presente l’eventualità che una storia come quella narrata nel film assomigliasse più alla fantascienza che alla realtà, regista e sceneggiatore hanno raccontato di come è invece loro capitato di venire a conoscenza di vicende molto simili a quella che hanno voluto mettere in scena.
“Ho ricevuto anche una mail di una persona che mi metteva al corrente del fatto che la storia che mi accingevo a raccontare era assimilabile a quella successa a lui. Ovviamente non ne sapevamo niente”, ha puntualizzato il cineasta all’opera prima con un passato di regista di spot pubblicitari e di aiuto regista .
“Spesso e volentieri”, ha aggiunto Luca Argentero, “la vera fantascienza è la realtà che non finisce mai di stupire”.
Claudia Gerini ha continuato sulla stessa scia concettuale del collega, sottolineando che le differenti forme in cui la realtà si manifesta non sono spesso facilmente visibili soprattutto appunto per le loro insite complessità più o meno spiazzanti.

Fabio Bonifacci ha ben risposto all’ulteriore sterile moralismo di una sua eventuale forma di provocazione nel dipingere il finale della vicenda.
“La sceneggiatura”, ha infatti precisato, “è stata scritta in uno spirito di non ideologia. Sono partito da un canovaccio e poi è successo quello che insegnano in generale nelle scuole di sceneggiatura, sono stati i personaggi a decidere la direzione che avrebbe preso la vicenda. I protagonisti della storia si confrontano infatti primariamente ed assolutamente con le loro emozioni ed i loro sentimenti, sono quindi puliti nelle loro intenzioni. La stessa cosa è accaduta a me scrivendo”.

Riccardo Tozzi ha puntualizzato che il film ha avuto l’approvazione del centro cattolico del cinema e delle associazioni gay (ed infatti la conferenza si è aperta con la lettura di un comunicato a riguardo). Il produttore ha inoltre reso noto che "Diverso da Chi?"rientra nel progetto del recente accordo tra Universal Pictures e la sua società.
“Il lungometraggio”, ha infatti aggiunto il numero uno di Cattleya, “è stato girato prima della firma; io e Borg lo abbiamo poi portato avanti insieme perché rientra esattamente nel genere che ci interessa perseguire, quello di una commedia popolare e intelligente che vuole toccare temi attuali”.

Ancora prima che un film sulle diversità biologiche (sessuali e non solo) tra gli esseri umani, "Diverso da Chi?" (ma “diversi da chi?” appunto, dal momento che la normalità è solo qualcosa che si dà per scontato senza che nessuno l’abbia realmente mai definita) è un’opera cinematografica che narra delle contraddizioni a cui la vita mette di fronte senza preavviso, quelle che portano ad uno stato di sbandamento assoluto e che sembrano solo annunciarci quanto esistere possa considerarsi potenzialmente assurdo. I personaggi del film invece si perdono, certo, ma poi si ritrovano, anzi meglio si trovano dal momento che quello a cui pervengono si dimostra più appagante rispetto quanto antecedente il momento di difficoltà. Un’argomentazione simile, al di là di qualsiasi patetica forma di retorica o moralismo, è estremamente apprezzabile perché dice della realtà della nostra vita, capace di abbatterci ma poi anche, forse miracolosamente, di sorprenderci.
La regia di Umberto Carteni risulta un po’ compassata, ma questo nemmeno troppo ravvisabile difetto rimane in secondo piano probabilmente appunto perché è piuttosto chiaro (ed è un pregio estremamente apprezzabile) che la vera anima del film è la sceneggiatura di Fabio Bonifacci (scrittore di grandissimo talento reduce dal successo di pubblico e critica di “Si Può Fare”), qui in grado, con indubbia maturità e professionalità, di divertire molto con ispirazione ed intelligenza e poi, al momento giusto, di emozionare. La scena della confessione all’asilo infatti è da manuale; la si intuisce poco prima che il film vi si imbatta appunto come se fosse la stessa situazione narrata a suggerirla, poi ci si ritrova con le lacrime agli occhi, forse perché l’improvvisa calata della maschera del personaggio di Piero ed il suo approdo alla più limpida sincerità, che fa appunto parte della sua anima, riesce a mostrare con una limpidezza commovente le nostre più pure aspirazioni riguardo la realtà nella quale è impossibile fare a meno di auspicare di vivere, quella della meritocrazia prima di tutto morale e quindi della giustizia.
Per la sua indubbia riuscita generale, e per la tematica spiazza tabù trattata in grado di risvegliarci e di ricordarci chi siamo davvero, "Diverso da Chi?" è un film da non perdere.

18/03/2009, 21:52

Giovanni Galletta