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I vincitori del Concorso Doc Italiano
dell'8. Edizione del Tekfestival


I vincitori del Concorso Doc Italiano dell'8. Edizione del Tekfestival
Una scena di "Miss Little China"
Premio Migliore Documentario Concorso Italiano
Miss Little China di Vincenzo De Cecco e Riccardo Cremona
Motivazione: Per la capacità di sviluppare una chiave di lettura lucida e originale nell’affrontare un tema ricorrente come quello dell’immigrazione. L’argomento, grazie a un accurato lavoro di ricerca, viene esplorato con grande curiosità e -per una volta- anche attraverso uno sguardo fresco e divertito. Muovendosi sulla griglia di una struttura variata e composita, gli autori riescono, grazie alla padronanza dei mezzi espressivi, a trasmettere in modo felice e immediato le molte sfumature e i diversi punti di vista della realtà che descrivono. Il risultato è un racconto scorrevole, efficace, che amalgama con mano abile toni, personaggi e situazioni, ed arricchisce l’istanza informativa con una partecipazione emotiva contagiosa.

Premio Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
L’Assenza di Tommaso Vecchio
Motivazione: Il documentario si segnala per la felice scelta di un soggetto sicuramente impegnativo e complesso, ma ricco di grandi suggestioni , oltre che per l’uso di un tono espressivo coerentemente attento e composto. La realtà che l’autore prende in esame, sorprendentemente attuale, pur essendo aliena da ogni sensazionalismo, esprime una verità in grado di spiazzare con la sua evidenza lo spettatore. In questo contesto, assolutamente necessaria è apparsa la scelta di dare risalto alla profonda dignità della condizione di vita dei protagonisti.
Così come sincera e coinvolta si rivela ad ogni passo l’attenzione dell’autore per le tematiche relative al mondo del lavoro.

Menzione Speciale
Olga e il Tempo di Manuele Cecconello
Motivazione Un racconto forte e incisivo che si allontana orgogliosamente dalla prassi più comune della narrazione per attingere invece alla ricchezza di un’ispirazione profonda e matura. Il lungo lavoro di sottrazione viene utilizzato come strumento per entrare in contatto con la quotidianità degli esseri umani, per osservare dalla giusta distanza gli eventi che li coinvolgono. Mettendo in scena la vita di Olga, l’autore prosegue con raffinata consapevolezza il tracciato di un esperimento linguistico coraggioso e coerente. Nella pulizia di un rigore formale fiero e coraggioso, una storia minima raccontata con uno stile aspro, essenziale e di forte impatto.

14/05/2009, 17:41