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"Piombo Fuso": il reportage di guerra da Gaza di Stefano Savona


L’operazione "Piombo Fuso", chiamata comunemente "Guerra di Gaza" dalla stampa occidentale e "Massacro di Gaza" dal mondo arabo-musulmano, è il nome in codice che l’esercito israeliano ha dato all’offensiva militare nella striscia di Gaza, durata dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009. Fino al 6 gennaio 2009, nessun testimone era riuscito a oltrepassare il muro invalicabile che circonda il territorio palestinese. Poi, inaspettatamente e quasi per caso, il regista Stefano Savona riesce a entrare nell’area con la sua telecamera. "Piombo Fuso" testimonia le condizioni di vita estremamente precarie degli abitanti di Gaza negli ultimi giorni dell’offensiva israeliana. Nei titoli dei capitoli in cui è suddiviso il film, sono indicati il giorno e il luogo delle riprese, come in 16.01.2009 – Scuola Media gestita dall’ONU. Davanti alla telecamera, un ragazzo ci porta a visitare la sua casa distrutta, un responsabile dell’ospedale registra le vittime raccolte durante il conflitto, una famiglia si stringe intorno al corpo del figlio di dodici anni ucciso dai bombardamenti e in diverse scene notturne figure appena illuminate da un fuoco o da una torcia elettrica rievocano una miseria senza fine. Negando la realtà documentata dal film, due spezzoni di telegiornale, che riportano le dichiarazioni delle autorità israeliane secondo cui l’offensiva avrebbe colpito solo Hamas e non la popolazione di Gaza, contrastano con le immagini girate sul territorio.
"Piombo Fuso" è un viaggio, a tratti insopportabile, che non ha bisogno di commenti. I dialoghi non sempre sono tradotti e Stefano Savona diventa una guida silenziosa che spiega per immagini la realtà che sta vivendo il popolo palestinese in questo drammatico momento della sua storia.

11/08/2009, 11:29

Simona Dalla Valle