OFF - Ortigia Film festival
I viaggi di Roby

Alessandro Gassman racconta "Vittorio racconta
Gassman – Una vita da Mattatore"


Alessandro Gassman racconta
Sono contento che “Vittorio racconta Gassman – Una vita da Mattatore”, film realizzato per ricordare mio padre, sia presentato in prima assoluta proprio al Festival Cinematografico di Venezia. I motivi sono molteplici: in primo luogo perché quando mio padre ci lasciò, l’allora Direttore del Festival - solo tre mesi dopo la sua scomparsa - lo ignorò; ed è per questo che oggi ringrazio l’attuale Direttore del Festival, Marco Müller, per la sensibilità mostrata nel voler ricordare Vittorio Gassman nel decennale della sua scomparsa. Un altro motivo che mi rende felice è il crescente coinvolgimento che ho con la città di Venezia, sia da un punto di vista affettivo che professionale; dal 1° gennaio
infatti, ho l’onore di dirigere il Teatro Stabile del Veneto.
A dieci anni dalla scomparsa di mio padre è la prima volta che mi sono coinvolto fattivamente alla realizzazione di un progetto su di lui. Sentivo la voglia di ricordarlo in qualche modo, e quando il regista e amico fraterno Giancarlo Scarchilli mi ha comunicato che voleva ricordare Vittorio Gassman con un film, gli ho subito detto "ci sono anch'io".
Voglio ringraziare Giancarlo Scarchilli per la dedizione, la determinazione e la professionalità che ha messo nella realizzazione di questo film su mio padre. Credo che non ci sarebbe stata persona più giusta -nel panorama cinematografico italiano- per raccontare Vittorio Gassman: primo perché Giancarlo è stato uno stretto collaboratore di mio padre per molti anni; secondo perché è un regista dotato di autenticità, sensibilità e gusto; terzo perché era un amico sincero di papà ... a cui papà voleva bene.
Nelle varie tournée teatrali in giro per l’Italia o sui set cinematografici, spesso incontro persone che, riconoscendomi, parlano di mio padre. C’è chi ricorda un episodio vissuto in prima persona con lui, chi mi parla della sua bravura d’attore o del suo carisma. Ed allora comprendo che mio padre -forse perché ha dato tanto al suo pubblico- continua a vivere, perché è vivo nei ricordi della gente che lo ha amato e ammirato; e questo nonostante, oggi, non si faccia molto per ricordare, non solo mio padre, ma le Eccellenze del nostro Paese, personalità che hanno portato lustro all’Italia nel mondo.
E come direbbe l'amato Thomas Bernhard: "Vi ringrazio per la cortese attenzione".

Alessandro Gassman.

31/08/2010, 17:57