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"RCL - Ridotte Capacità Lavorative": Paolo
Rossi e gli operai di Pomigliano D'Arco


"Quello che vedrete tra poco è un film di fantascienza. Perchè solo attraverso la fantascienza si può raccontare ciò che succede nel nostro Paese. Il problema è che questo genere costa molto. Quindi in realtà assisterete ad un film sul sopralluogo per un grande film che, qualora un giorno si dovesse girare, costerà tanto". Parola dell'attore Paolo Rossi, che fin da subito ha creduto nel progetto del regista Massimiliano Carboni, divenuto nel tempo “RCL - Ridotte Capacità Lavorative”, documentario presentato in anteprima al Torino Film Festival nella sezione “Festa Mobile - Figure nel Paesaggio”.

Nel film Rossi guida una troupe cinematografica, sbarcata a Pomigliano D'Arco per comprendere le motivazioni che hanno spinto gli operai della Fiat ad allestire un referendum che vincolerebbe i contratti alla missione produttiva, e per capire cosa sia una catena di montaggio. Veri protagonisti del documentario diventano gli interlocutori scelti da Paolo Rossi, mai a così agio sul grande schermo, che mantenendo la personale impronta del teatro d'improvviso, commenta, ribatte e incalza il sindaco della città, il parroco, un sindacalista o gli stessi operai. In apertura il comico friulano, parla di surrealismo civile e venendo a conoscenza di una serie di episodi, tutto ciò non meraviglia affatto. Surreale è che oggi a decidere se uno sciopero abbia senso o meno sia una commissione. Surreale è la squadra di investigatori privati targati Fiat, che pedinano gli operai che hanno richiesto la 104, con il rischio licenziamento sempre dietro all'angolo. Surreale è la catena di montaggio, che continua nel 2010 a rendere gli uomini dei veri e propri ingranaggi della macchina con un futuro assicurato, una discopatia. Un lavoro che ha il coraggio di entrare nel cuore di una realtà dura e complessa, affidandosi all'irriverenza di chi, con grande professione, sa da sempre trattare temi difficili con intelligente ironia.

03/12/2010, 18:56

Antonio Capellupo