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RCL - Ridotte Capacità Lavorative


Regia: Massimiliano Carboni
Anno di produzione: 2010
Durata: 75'
Tipologia: documentario
Genere: docufiction/lavoro/sociale
Paese: Italia
Produzione: A.M.I. - Agenzia Multimediale Italiana
Distributore: Iris Film Distribution
Data di uscita: 10/12/2010
Formato di ripresa: HD
Formato di proiezione: Digibeta, colore
Ufficio Stampa: Reggi & Spizzichino
Titolo originale: RCL - Ridotte Capacità Lavorative

Recensioni di :
- "RCL - Ridotte Capacità Lavorative": Paolo Rossi e gli operai di Pomigliano D'Arco

Sinossi: Una troupe guidata dall'attore Paolo Rossi sbarca a Pomigliano d'Arco. Oltre Paolo Rossi nella troupe il fido collaboratore e addetto alla colonna sonora Emanuele, l'operatore operaista, il fonico neopapà e l'assistente tuttofare. Nel corso dei sopralluoghi si aggiungerà il fotografo Biagio.
È una torrida estate a Pomigliano e il paese è salito agli onori della cronaca nazionale per il referendum interno dei dipendenti Fiat sulle nuove modalità contrattuali vincolate alla missione produttiva. Quando la troupe arriva in paese, dalla Circumvesuviana, i componenti si rendono conto di quanti luoghi comuni ci siano sulla cittadina del Mezzogiorno. La stazione che immaginavano decadente e abbandonata in realtà è moderna e funzionale “sembra l'aeroporto di Francoforte”, le scritte sulle mura dei quartieri non sono operaiste e di lotta ma quasi tutte d'amore. La troupe incontrerà diverse personalità che aiuteranno Paolo Rossi, a farsi un'idea di cosa sia veramente accaduto a Pomigliano con il referendum. Rossi si renderà conto di cosa sia realmente la globalizzazione e di come questa venga vissuta e interpretata a Pomigliano. Man mano che il protagonista incontrerà le persone diverrà sempre più bizzarra nella sua mente l'idea del film che vuole fare.
La prima sorpresa è nell'appurare che in quella che era conosciuta come la Stalingrado del Sud il sindaco oggi è di destra. Rossi incontra e intervista il sindaco e si fa raccontare come egli abbia vissuto e lavorato nel periodo immediatamente precedente al referendum. Intanto un pallino monta nella testa di Rossi: capire realmente cosa è la catena di montaggio. Nelle ore di pausa raduna la troupe sulla terrazza dell'Hotel che li ospita e li invita a simulare una catena di montaggio senza la possibilità di scioperare, di ammalarsi e di contestare.
Rossi e la troupe continuano il loro viaggio per Pomigliano incontrando il parroco del paese. Don Peppino Gambardella si rivela come la seconda smentita ai loro pregiudizi: con sorpresa Rossi e compagni scoprono che nella Stalingrado del Sud il prete è di sinistra e opera una strenua difesa dei diritti degli operai. Don Peppino e Rossi alla fine dell'incontro in chiesa si domandano: Ma perché Dio ha fatto sì che un uomo debba stare alla catena di montaggio e un altro sulla barca a Portofino? La domanda non avrà risposta. Nel frattempo nella mente del protagonista prende sempre più forma l'idea del film da farsi: dovrà essere di genere fantascientifico e tratterà la liberazione della classe operaia di tutto il pianeta.
Paolo Rossi dinanzi agli stabilimenti della Fiat incontra il sindacalista Andrea Amendola che gli racconta la vita dentro lo stabilimento, il lavoro logorante e gli Rcl. Tutti gli incontri “istituzionali” non bastano. Paolo Rossi vuole capire di più sul lavoro in fabbrica e la catena di montaggio. Amendola indica a Rossi la possibilità di incontrare degli operai a una cena nella masseria Li Dottori della famiglia Guadagno.
Per strada Rossi inciampa nella lettera che gli operai polacchi della Fiat hanno scritto ai colleghi di Pomigliano. Paolo ha finalmente chiaro il film che vuole fare e scrive una lettera al produttore: servono un’astronave, Shakira e Nino D'Angelo nei panni di Karl Marx. Da un altro pianeta verranno a liberare la classe operaia di Pomigliano e del mondo. Rossi e la troupe arrivano alla cena degli operai dove questi discutono animatamente delle loro condizioni di vita, del rapporto tra lavoro e contesto territoriale, delle aspettative delle loro esistenze, della sempre più complicata sintesi tra lavoro, diritti e dignità.
Il giorno dopo la cena, Paolo Rossi è nel campo di calcio di Pomigliano per ulteriori sopralluoghi, ma arriva un ambasciatore, Marcello Colasurdo, con la risposta del produttore alle richieste del regista: Shakira non risponde al telefono, Nino D'angelo è impegnato nella difesa del suo teatro a Forcella. La produzione non può, o forse non vuole, accontentare il regista per l'idea del suo film.
Paolo Rossi raduna la troupe sulla terrazza e, malinconico, invita i ragazzi a far partire delle mongolfiere verso il cielo. È un voto a Chaplin: “Tu che con Tempi Moderni hai saputo raccontare la catena di montaggio, mandaci un’idea buona per raccontare il lavoro in fabbrica oggi”.
E a Rossi non resta che fare un voto a Chaplin…

Ambientazione: Pomigliano d'Arco (NA)

"" è stato sostenuto da:
Comune di Napoli (Assessorato alle Politiche Sociali)
Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) (Qualifica d’essai dalla Commissione per la Cinematografia - Riunione del 14 dicembre 2010)


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