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"Zoè": la tragica storia di una bambina
durante la seconda guerra mondiale


Arriva in sala a Roma, grazie al circuito Prime Visioni sostenuto dalla Regione Lazio, il film "Zoè" di Giuseppe Varlotta, un'operazione coraggiosa, veramente indipendente, diversa dalle solite opere prime. Nel cast anche il cantante Francesco Baccini, Bebo Storti, Serena Grandi e lo scrittore Andrea G. Pinketts.


"Zoè" arriva a Roma. Al FilmStudio in Trastevere nell'ambito della rassegna tutta dedicata al cinema indipendente sostenuta dalla Regione Lazio in alcune sale della Capitale.

Il film di Giuseppe Varlotta è ambientato durante la seconda guerra mondiale, in quel Piemonte teatro, come tante altre zone d'Italia, della crudeltà e della follia delle truppe tedesche occupanti e in ritirata. "Zoè" è una bambina che un giorno, protagonista di un rastrellamento con fucilazione di inermi civili, riesce a scappare e parte alla ricerca del padre, capo dei partigiani della zona. Il suo viaggio, in compagnia di uno strano personaggio armato (Francesco Baccini), si sviluppa tra i boschi e le valli del Piemonte, dove per una bambina è facile incontrare il male senza troppo distinguerlo dal resto.

Il film cerca di mischiare piani reali a situazioni metafisiche, momenti onirici a crudezze minimali senza però riuscire a convincere del tutto. Prese singolarmente le situazioni surreali non risultano abbastanza ispirate o visionarie mentre la crudezza della realtà non è supportata dagli attori che spesso fanno troppo, uscendo dalle credibili righe della normalità.

Nel complesso il film di Giuseppe Varlotta è un'operazione coraggiosa, veramente indipendente, diversa dalle solite opere prime. Come molte di queste però pecca un po' di egocentrismo realizzativo. I dialoghi sono eccessivi (troppi nomi, troppe domande palesi, troppe parole) e in fase di scrittura andrebbero condivisi e discussi con più persone; quattro o sei orecchie sentono meglio di due.
Alcuni personaggi risultano affascinanti e indovinati mentre di altri si perdono le tracce senza nostalgia, forse per la poca esperienza degli interpreti. Fa eccezione Bebo Storti con il suo cattivo del bosco che riesce a colpire malgrado la troppa verbosità lo renda meno inquietante di quanto avrebbe potuto essere.

Rimarrà in programmazione al FilmStudio da domenica 5 fino al 14 dicembre 2010.

05/12/2010, 22:02

Stefano Amadio