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Esordio per "Nanook", il radio focus mensile
sul documentario indipendente


Esordio per
Antonio Martino
Prima puntata ieri sera di "Nanook", il radio focus mensile sul documentario indipendente, curato dal regista Antonio Martino e trasmesso da Radio Città Fujiko 103.1 (anche in streaming). Ospiti i filmmaker Chiara Idrusa Scrimieri e Vincenzo Mineo e il caporedattore di www.cinemaitaliano.info Simone Pinchiorri, che mensilmente informerà gli ascoltatori sulle ultime news dal mondo del documentario italiano.

"Il documentario come genere cinematografico è attualmente molto seguito, e negli ultimi dieci anni è stato rivalutato, perchè vi sono più produzioni, anche grazie alle nuove tecnologie, che oggi sono accessibili a tutti". Così ha aperto la trasmissione Antonio Martino, che si è soffermato anche sul nome della radio-trasmissione: "Il titolo del format, “Nanook”, deriva da quello che è considerato uno dei primi documentari della storia del cinema, girato dal regista Robert Flaherty nel 1922 nel Circolo Polare Artico, e per questo ci è sembrato giusto dedicare a questa opera il nome della trasmissione".

Chiara Idrusa Scrimieri, nel suo intervento telefonico, ha parlato delle sue opere e del suo modo di concepire il documentario: "La libertà espressiva è ciò che mi ha fatto avvicinare a questo genere. Nelle mie opere a partire da Amelia sono stata libera di approcciarmi con la vita reale in modo semplice senza interferenze, cosa che ho cercato di fare anche in Tutte le Barche a Terra, dove gli abitanti di Gallipoli sono stati ripresi entrando nei loro ritmi di vita in maniera naturale. La TV non è mai attratta dalle storie normali ed individuali, ma ricerca sempre il sensazionalismo, che invece non è proprio del genere documentario".
La Scrimieri si è, anche, soffermata su "Lu Pallunaro", la sua nuova opera in fase di realizzazione e vincitore di una Menzione Speciale al Premio Solinas 2010 - Storie per il Documentario: "Il film è l'evoluzione di Danze di Palloni e di Coltelli, un mio precedente documentario, sul mondo della scherma salentina, dove ho incontrato il protagonista della storia, un uomo che costruisce palloni votivi per le feste di paese. Sarà una favola noir con inserti animati".

Vincenzo Mineo ha iniziato a raccontarsi dal suo backgroud: "Sono dieci anni che mi alterno come assistente ed aiuto regia per fiction televisive e cinematografiche. Ho lavorato anche con Cipr' e Maresco ne Il Ritorno di Cagliostro, un set che sembrava un circo senza ordini del giorno con Maresco che scriveva i testi la mattina e Cipri' che sul momento sistemava le luci e la fotografia". "Cargo", ha continuato il regista siciliano, "è stato il mio primo documentario, realizzato con l'esigenza precisa di di raccontare il lavoro di mio padre e di mio nonno, che per anni hanno viaggiato per il mondo sulle navi mercantili, documentando le atmosfere, gli odori ed il senso di solitudine che riscontravo quando andavo a trovarlo sulle navi". Infine, Vincenzo Mineo ha parlato dei suoi progetti futuri: "Ho in cantiere la realizzazione di un documentario a Trapani su una comunità di persone che vivono in isolamento, per la precisione un gruppo di anziani che vivono in uno ospizio. Legherò alle immagini ed ai racconti delle persone le immagini degli anni '20-'40 della città, come se con la vita di queste persone se ne stia andando un pezzo di memoria storica e visiva".

06/02/2011, 21:03

Simone Pinchiorri