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Torna "Il Commissario Montalbano" con Zingaretti e Belen


Quattro nuovi episodi ogni lunedì su Rai1 con Luca Zingaretti diretti da Alberto Sironi. Ne "Il Campo del Vasaio", in onda il 14 marzo, anche Belen Rodriguez che non sfigura nel suo ruolo meritando una ampia sufficienza.


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Una presentazione animata quella della nuova serie de "Il Commissario Montalbano"; al Cinema Adriano di Roma, al termine della conferenza stampa, un uomo ha attaccato pesantemente la scelta di inserire nel cast la starlette Belen Rodriguez. Un intervento piuttosto violento, che ha creato qualche attimo di tensione in sala. E dire che Belen, conosciuta più per forme e apparizioni televisive come Sanremo che per le doti recitative, si è guadagnata sul campo, nella puntata di Montalbano in onda lunedì 14 marzo, una larga sufficienza, anche rispetto alle altre attrici di norma impiegate nella fiction italiana.

Il primo episodio della nuova serie di Montalbano, "Il Campo del Vasaio", è sicuramente una spanna sopra le altre produzioni tv di finzione, ma comincia a risentire del "sistema Rai1", quel metodo già da noi osservato in passato, che tende a impostare le produzioni non su valori di qualità assoluti ma sul livello (basso) del pubblico di riferimento. E così, malgrado la qualità delle storie di Andrea Camilleri, la grande professionalità del regista Alberto Sironi, la bravura di Luca Zingaretti, di Cesare Bocci, di Peppino Mazzotta e di tutti gli altri interpreti, si scivola nel "tanto chi se ne accorge". Un metodo che svuota il film di situazioni (pochi esterni in ampi spazi, nessuna scena d'azione, nessun totale della spiaggia e della casa del Commissario), di personaggi (scompare la fidanzata di Montalbano che si sente solo al telefono ma anche il Questore, i vice ispettori, e altri di cui si parla ma che in realtà non ci sono) e che introduce, ad esempio, lo spiegone. A metà puntata infatti, anche se Sironi ci mette un tocco d'autore, non sfugge il monologo riassuntivo ed esplicativo di ciò che è accaduto fino al momento, con il Commissario che, solo sul suo terrazzo/palcoscenico, parla alla sedia vuota spiegando i passaggi più complessi. Due, tre interminabili minuti, utilissimi per chi ha i neuroni affaticati o impegni di incontinenza.

Onestamente questi dettagli, che rendono le nuove puntate meno ricche delle prime (siamo a 22 episodi girati), vengono notati solo da occhi attenti, difficilmente dal pubblico medio della tv pubblica.
Malgrado tutto, i nuovi episodi sono a livelli statunitensi rispetto alle altre produzioni nostrane, e anche le nuove puntate per così dire "asciutte" riusciranno ad inchiodare in poltrona milioni di spettatori, e non solo al primo passaggio. Quello che non è chiaro è il motivo di queste modifiche in levare. "Il Commissario Montalbano" è la miglior serie tv di casa nostra, guardata e riguardata da milioni di spettatori, venduta in tutto il mondo e logica vorrebbe una strategia di incentivi e non viceversa.

Le nuove puntate ("Il Campo del Vasaio", "La Danza del Gabbiano", "La Caccia al Tesoro", "L'Età del Dubbio") andranno in onda da lunedì dal 14 marzo su Raiuno in prima serata; finalmente quattro serate di qualità sulle reti pubbliche generaliste.

13/03/2011, 19:00

Stefano Amadio