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Claudio Casadio, ospite del Valsusa Filmfest:
"Questa valle è abitata da gente splendida"


Ospite del Valsusa Filmfest, l'attore protagonista di "L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti racconta la sua esperienza


Claudio Casadio, ospite del Valsusa Filmfest:
Com'è stata la sua esperienza al Valsusa Filmfest?
Claudio Casadio:
E' stata molto bella e interessante, devo ammettere che - pur essendo spesso a Torino - non conoscevo per nulla la Valle. Sono rimasto affascinato dalla gente, dall'energia che trasmettono, dai progetti di cui mi hanno parlato per continuare a far vivere il territorio.
Non ho avuto modo di seguire le proiezioni, ma l'incontro con la gente del luogo mi ha molto toccato: in queste piccole comunità si vive molto meglio che nelle grandi città!

Di cosa ha parlato con il pubblico del festival?
Claudio Casadio:
Dell'impegno che il cinema può (e secondo me deve) avere, dell'importanza del messaggio che una sola pellicola può trasmettere a chi la guarda.
Il racconto di una storia è fondamentale anche per la memoria storica di un territorio e di una nazione.

Che ricordo ha a quasi due anni di distanza de "L'uomo che verrà"?
Claudio Casadio:
Il fatto che dopo così tanto sia ancora in giro a promuovere il film e a parlarne con la gente dimostra quanto sia ancora forte il mio rapporto con quella pellicola.
La fortissima emozione che ho provato in quel periodo non mi ha abbandonato, e credo che vivrà a lungo.

Lei è uomo di teatro, pensa di tornare ancora al cinema?
Claudio Casadio:
Sì, credo di sì. Dico sempre che per me quella del cinema è stata più un'esperienza di vita che un'esperienza di lavoro, proprio perché fa pensare in modo diverso il pubblico.
Ora avrò una piccola parte nel nuovo film di Marco Tullio Giordana sulla strage di piazza Fontana, e un progetto a settembre di cui però non posso ancora parlare.
Non cerco la visibilità a tutti i costi: vorrei solo fare film che abbiano qualcosa da dire.

01/05/2011, 09:47

Carlo Griseri