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Uno spaccato dellʼitalia contemporanea ne
"Il Valzer dello Zecchino" di Vito Palmieri


ntervista esclusiva a Vito Palmieri regista de "Il valzer dello Zecchino - Viaggio in Italia a tre tempi" in concorso al primo festival italiano online del cinema documentario, visibile su www.viaemiliadocfest.tv


Uno spaccato dellʼitalia contemporanea ne
Reduce dal successo dell'ultimo Annecy Cinéma Italien come miglior film documentario e vincitore di numerosi altri premi, "Il Valzer dello Zecchino" è uno spaccato dellʼItalia di oggi da nord a sud. Vito Palmieri, il regista, segue tre bambini di diversa provenienza che si preparano a partecipare ad una famosa competizione canora italiana: lo Zecchino d’oro. Alle loro spalle altrettante famiglie che vivono con trepidazione questa manifestazione fino alla gara finale.

Il mondo del web, la multimedialità e le nuove tecnologie influiscono sul tuo modo di creare film? E se sì, come?
Vito Palmieri: Oggi abbiamo la fortuna di poter fruire di mezzi multimediali alla portata di tutti. Durante la genesi del mio lavoro ho attinto molto dalla rete e ho tratto ispirazione da ciò che ho trovato sul web. Su You Tube ho potuto vedere con facilità performance e video delle edizioni passate dello Zecchino d’Oro fondamentali per la realizzazione del mio documentario. Materiali di repertorio che, senza questo utile mezzo, avrei trovato con difficoltà.
 
Credi che il web possa essere decisivo nella diffusione del cinema documentario?
Vito Palmieri: Il cinema documentario, soprattutto nel caso delle piccole produzioni, ha una distribuzione difficile che talvolta obbliga a fare da soli. Il web dà così la possibilità di farci vedere e conoscere. Manifestazioni come ViaEmiliaDocFest sono una buona vetrina. Potrebbe essere l’inizio per una nuova forma di diffusione ad alta qualità non solo di documentari, ma anche di film. Forse questo sarà il futuro delle modalità di selezione dei festival cinematografici.
 
Perché hai scelto di raccontare questa storia attraverso il documentario?
Vito Palmieri: Lo Zecchino d’Oro è stato il punto di partenza e il pretesto per raccontare l’Italia di oggi. Farlo attraverso la finzione, e dunque ricostruire una scena, sarebbe stato poco veritiero e sicuramente forzato. Avrei rischiato di perdere la genuinità dei sentimenti che vivono nelle famiglie del nostro paese.

Tre cose per invogliare il pubblico a guardare il tuo doc e votarlo.
Vito Palmieri: La semplicità del linguaggio. Ho cercato di raccontare emozioni, stati d’animo, sentimenti attraverso la spontaneità dei protagonisti.
Il documentario è uno spaccato della realtà sociale di oggi. Tre storie di famiglie che appartengono a mondi diversi, anche geograficamente, nel quale lo spettatore può trovare affinità in cui riconoscersi.
La musica è un leitmotiv del documentario. E come dice uno dei papà dei piccoli protagonisti: "La musica ti fa stare bene. Ti tiene distante da tante cose che si vogliono dimenticare".

19/10/2011, 12:35